Il tribunale di Nola ha consegnato gli atti alla Dda.
La notizia riportata dal giornale Cronache di Napoli è stata confermata dalle autorità competenti: nel convalidare gli arresti di Federico Gallucci, Giuseppe Mosti ed Emanuele Chirivino il gip del tribunale di Nola ha anche disposto l’invio degli atti dell’inchiesta alla Dda di Napoli. Da ora in poi sarà dunque la Direzione distrettuale antimafia a indagare sul racket a Casalnuovo e in particolare su quel tentativo di estorsione, aggravato dal metodo mafioso, di cui si sarebbero resi protagonisti i tre personaggi finiti in manette mercoledi scorso nel cimitero della cittadina di 50mila abitanti, conosciuta un po’ dappertutto per una serie di macroscopici abusi edilizi perpetrati fino ad alcuni anni fa. I fratelli Federico Gallucci e Giuseppe Mosti (hanno i cognomi diversi per motivi legali) e il loro sodale Emanuele Chirivino erano stati sorpresi dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, mentre chiedevano 1500 euro a un piccolo imprenditore che ha avuto dal comune l’appalto dei servizi cimiteriali. Secondo indiscrezioni però è stato ipotizzato che ci siano dei complici. Gente che avrebbe avvicinato la vittima del tentato pizzo prima che giungessero sul posto Gallucci, Mosti e Chirivino. Sullo sfondo si staglia un’indagine più complessiva, quella legata alla guerra tra clan, che anche a Casalnuovo ha fatto scorrere sangue (si ricordi l’omicidio Ilardi), per il predominio territoriale e la gestione dello spaccio di droga.

