Primo maggio, autista CTP si ammala di Covid e lo annuncia ai colleghi: la paura corre sui bus

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Un autista della CTP, azienda di trasporto pubblico su gomma in perenne crisi, ha scelto il giorno della festa dei lavoratori per annunciare ai colleghi la sua positività al Covid 19. L’uomo, che ha moglie e figli e che risiede a Melito di Napoli, ha reso noto attraverso il telefono di aver contratto il Coronavirus. Ora però c’è preoccupazione tra i lavoratori dell’azienda di autobus controllata dalla Città Metropolitana di Napoli. “Non so dove abbia potuto contrarre il virus – le parole contenute nell’audio registrato dell’annuncio telefonico – non so se l’abbia preso sul bus che porto, su cui salgono molti immigrati, o se quando ho fatto la spesa oppure quando ho fatto altre cose. Non lo so. Certo è che io mi muovo sempre con la doppia mascherina e i guanti, ma l’ho preso lo stesso. Comunque dopo alcuni giorni di febbre ora sto bene. Non ho sintomi. Il medico mi ha detto che tra una decina di giorni tutto questo finirà. Intanto io e tutti i miei familiari siamo in isolamento, a casa”.  L’autista della CTP contagiato guida solitamente il bus che da Mondagrone porta a Napoli. Fa capo al deposito di Teverola, in provincia di Caserta. Gli altri due depositi dell’azienda di trasporti su bus si trovano ad Arzano e a Pozzuoli. Nel frattempo serpeggiano timori tra i colleghi. “Vorremmo che ci fossero praticati i tamponi – il loro appello – questo allo scopo di salvaguardare la nostra salute, quella delle nostre famiglie e dei passeggeri”. Finora comunque, secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori, i casi di Covid tra i circa 500 autisti della CTP sono stati davvero pochi. L’azienda è in forte crisi da tempo. Le corse sono poche, limitate più che altro alle zone occidentale e settentrionale dell’area metropolitana. “Ogni giorno – concludono gli autisti – dai tre depositi escono soltanto 50 autobus circa. Comunque vogliamo non soltanto che i trasporti migliorino ma chiediamo pure di poter lavorare in sicurezza visto che i tempi sono quelli che sono”.