Michele Annunziata vince, nella sezione riservata alla “imprenditoria giovanile”, con un progetto che tiene conto dei valori della dottrina sociale della Chiesa, esaminati, nei suoi studi, da Giuseppe Toniolo. Il progetto, che si intitola “Quattro mura per ricominciare”, mira a fornire una casa alle donne abbandonate dai mariti, e ai loro figli. C’è, alla base del progetto, la conoscenza della storia del presente, che viene garantita al progettista dalla quotidiana riflessione sulla centralità del “costume storico” nel consolidamento e nell’approfondimento del sapere: anche del sapere linguistico. Perché la lingua è storia. La partecipazione è stata coordinata dalla prof.ssa Vittoria Criscione.
Michele Annunziata, alunno della IV classe del Liceo “A. Diaz”, indirizzo “Linguistico”, ha vinto la II edizione del Premio “G. Toniolo”, per la sezione “Progetto di imprenditoria giovanile”. Il premio è promosso dalla “Fondazione di Studi Tonioliani” della Campania, retta dal prof. Romano Molesti, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Prometeo” di Torre del Greco. Gli organizzatori si propongono di sottolineare l’attualità del pensiero del Beato Giuseppe Toniolo e l’importanza del contributo che egli, economista di grande prestigio, ha dato con i suoi studi all’ approfondimento della dottrina sociale della Chiesa e alla definizione dell’umanesimo cristiano. Questo umanesimo integrale, fondato sui principi della solidarietà, è capace di interpretare la realtà di oggi, di conseguire il bene comune, di difendere la dignità dei lavoratori sostenendo la politica dell’equa remunerazione e della distribuzione del reddito e sollecitando la riflessione di tutti sulla complessa struttura del fenomeno della globalizzazione, e sulle opportunità e sui rischi connessi a quella struttura. Michele Annunziata ha vinto la sezione dell’imprenditoria giovanile con il progetto “Quattro mura per ricominciare”, destinato a “fornire un tetto alle donne che hanno subito violenza e che sono state abbandonate”. Annunziata ritiene che le case possano essere costruite con il lavoro dei volontari, con le donazioni dei supermercati e delle scuole, con l’aiuto di studenti che, in procinto di concludere i corsi di architettura e gli studi sugli impianti elettrici e idraulici, colgono l’occasione per “fare esperienza sul campo”. L’Annunziata, che ha allegato alla relazione anche una pianta del progetto, non trascura i figli delle donne abbandonate e pensa alla costruzione di parchi per i giochi e per lo svago, che siano contigui agli edifici degli appartamenti: in questo modo verrà garantita anche la sicurezza dei bambini. La sicurezza delle donne, che potrebbero essere esposte alle aggressioni degli uomini che le hanno abbandonate, verrà tutelata dagli agenti della polizia locale.
Il progetto elaborato da Michele Annunziata interpreta con grande coerenza le intenzioni degli organizzatori e i valori fondanti del pensiero di Giuseppe Toniolo, e cioè la solidarietà assoluta, la tutela dei diritti dei più deboli e di tutti coloro che subiscono violenza, l’obbligo del sistema sociale e delle istituzioni pubbliche di mettere tutte le risorse a disposizione delle persone che la malvagità degli individui e la “ crudele insensibilità” (G. Toniolo) di alcuni meccanismi sociali espongono ai pericoli della sopraffazione, dell’indifferenza e dell’emarginazione. Michele Annunziata ha dimostrato di conoscere le cronache del nostro tempo, ma anche quelle ragioni profonde, sociali, politiche, psicologiche, che trasformano il fatto di cronaca in un fatto di storia. Egli non sarebbe stato capace di “vedere” quelle ragioni, e, dunque di comprendere i valori del pensiero di Toniolo e di metterli a fondamento del suo progetto, se la Scuola non lo avesse sollecitato a riflettere sulla centralità di quel “costume storico” che Gadamer ritiene base essenziale del sapere: una centralità che oggi qualcuno, o per ignoranza, o per condannare gli altri all’ignoranza, si permette di contestare.
Hans-Georg Gadamer e Umberto Eco dicono anche che lo studio della storia ci permette di costruire e di usare correttamente quel metodo filologico che ci garantisce la conquista della Verità in ogni campo: nella conoscenza, nel confronto quotidiano con gli altri e con noi stessi, nel giudicare, nel decidere, nello scegliere. E nell’uso delle parole. Michele Annunziata frequenta il Liceo Linguistico: e poiché la lingua è storia, egli ogni giorno deve confrontarsi con la complessità e con la bellezza del “costume” storico e dei principi della filologia. Il sapere vero non ammette né vuoti, né salti: nel sapere, come nella lingua, “tutto si tiene”: lo diceva Ferdinand De Saussure.
A CURA DELLA PROF VITTORIA CRISCIONE


