Pomigliano, un piano regolatore per il post Covid: più spazi e meno inquinamento

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La denuncia: “200mila euro in gran parte liquidati per non approvare il puc”

 

Sono partiti i lavori per il nuovo piano regolatore nella città dei tanti cantieri edili sequestrati dalla magistratura. Un nuovo piano regolatore che, secondo la delibera d’indirizzo approvata dalla giunta comunale, retta dal sindaco del laboratorio M5S-PD, Gianluca Del Mastro, dovrà essere plasmato sulla base delle esigenze scaturite dalla terribile esperienza della pandemia da Covid. Ecco gli obiettivi urbanistici dell’amministrazione locale: spazi ampi contro gli affollamenti, decongestionamento delle zone densamente popolate, dispositivi anti inquinamento e anti traffico, trasferimento verso aree idonee delle industrie insalubri, più verde e suoli agricoli tutelati per la futura Pomigliano. Dopo questa delibera, che ha fissato i paletti entro cui dovrà essere disegnato il territorio, si passerà all’adozione del piano urbanistico comunale vero e proprio, la cui stesura è stata affidata all’architetto Lucia Casalvieri, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Pomigliano. L’adozione, anche questo un atto di giunta, è prevista per la prossima settimana. Non appena il piano sarà adottato scatteranno le norme di salvaguardia, cosa che comporterà l’immediata sospensione di tutte le concessioni edilizie che risulteranno in contrasto con il nuovo strumento. C’è una novità di rilievo. Non saranno più possibili premi volumetrici, cioè ampliamenti di volume degli edifici. Nei prossimi mesi il puc passerà all’esame dell’ufficio tecnico della Città Metropolitana, a cui spetta il decisivo compito di emanare il parere di congruità, e infine sarà sottoposto al voto per l’adozione da parte del consiglio comunale. “Nonostante lo scarso tempo avuto a disposizione – spiega l’assessore all’urbanistica, Mena Iovine – quest’amministrazione intende adottare un puc il cui obiettivo primario sia una “sostenibilità reale” e non solo enunciata. Abbiamo lavorato in questi mesi – aggiunge Iovine – affinché il piano urbanistico di Pomigliano diventi la risposta alle problematiche più urgenti che attanagliano la città quali la qualità dell’aria, la mobilità urbana, il caos normativo-urbanistico e il contrasto ai fenomeni di marginalizzazione sociale. Problematiche interconnesse la cui soluzione – conclude l’assessore – passa necessariamente attraverso il contenimento del carico urbanistico e dell’eccessiva e squilibrata urbanizzazione del territorio: stiamo tracciando le basi per la nascita della nuova città post Covid”. La partenza dei lavori di riassetto urbanistico non è stata priva di denunce, contenute nella stessa delibera sulle linee di indirizzo. “Nel 2012 – vi si legge – il Comune aveva affidato all’università di Napoli Federico II una consulenza per la redazione del nuovo puc pari a un importo di 200mila euro, in gran parte già liquidati. Nonostante ciò – si legge ancora – dopo nove anni il puc non è stato approvato e questo ha determinato un gap tra le previsioni del piano vigente e lo sviluppo urbanistico realizzato, caratterizzato da un’espansione prevalentemente residenziale che attualmente è oggetto di indagini da parte degli organi di controllo”. Da ottobre a oggi, cioè da quando è stata eletta la nuova giunta M5S-PD, la polizia municipale ha sequestrato decine di cantieri edili per un totale di 320 appartamenti, quasi realizzati o in fase di realizzazione. Sequestri convalidati dal gip del tribunale di Nola. L’inchiesta punta a chiarire eventuali responsabilità penali individuali su presunte violazioni delle legge “Piano Casa” e nel rilascio di numerose concessioni edilizie.