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i soldi sequestrati al finto avvocato
i soldi sequestrati al finto avvocato

E’ entrato nel comando della polizia municipale fingendosi l’avvocato di uno spacciatore appena arrestato e quindi da assistere legalmente, un pusher che in quel momento, proprio nelle stanze di quello stesso comando, i caschi bianchi stavano sottoponendo a un interrogatorio molto delicato.

 

Ma i poliziotti locali hanno in pochi minuti smascherato il finto legale. E’ un pregiudicato di 23 anni con una sfilza di reati sul groppone che vanno dal traffico di droga alle armi. E’ stato denunciato a piede libero. I caschi bianchi prima di denunciarlo hanno perquisito la sua automobile, parcheggiata a poca distanza dal palazzo Baronale, sede del comando della polizia municipale di Pomigliano. All’interno della vettura hanno trovato 5500 euro in contanti. Una somma di danaro che il pregiudicato ventitreenne non ha potuto giustificare per cui è scattato il sequestro immediato del “tesoretto”. Sequestrate anche le varie dosi di marijuana in bustine trovate addosso al pusher di 30 anni che stava spacciando nei pressi dello stadio comunale Ugo Gobbato, una zona popolare e semiperiferica di Pomigliano, zeppa di bambini intenti a giocare sulle giostrine. L’arresto del pusher è stato convalidato dal tribunale di Nola, nel primo pomeriggio di ieri. Lo spacciatore è stato sottoposto a un provvedimento cautelare con obbligo di firma. L’intera operazione è stata coordinata dal tenente Giacomo Tranchese e dal colonnello Luigi Maiello. Ci s’interroga sul motivo che ha spinto il pregiudicato di 23 anni a fare irruzione nel comando della municipale spacciandosi per l’avvocato dell’arrestato. Il sospetto degli investigatori, da verificare, è che il suo intento fosse quello di zittire il pusher finito in manette. In quel momento infatti i poliziotti municipali stavano chiedendo all’arrestato particolari sul giro di droga nella zona. A Pomigliano lo spaccio di stupefacenti è purtroppo un business molto florido. Ci sono piazze di spaccio dappertutto, che si sono moltiplicate proprio durante i momenti più bui della pandemia. A gestire questo traffico sono vari clan.