Pomigliano, l’opposizione non vota: niente cittadinanza onoraria per Zaki

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comune di pomigliano

Consiglio comunale senza quorum per il riconoscimento simbolico allo studente egiziano dell’università di Bologna imprigionato da oltre un anno e mezzo nelle carceri del Cairo.

 

 

C’è uno scontro politico fortissimo a Pomigliano, città della prima, vittoriosa, alleanza comunale tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, qui al governo da un anno. Uno scontro così potente che ne ha fatto le spese un gesto di profonda solidarietà politica e umana: il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, il giovane ricercatore egiziano dell’università di Bologna e attivista per i diritti umani imprigionato per motivi politici da più di un anno e mezzo nelle carceri del Cairo. Giovedi sera però il consiglio comunale della città delle grandi fabbriche, per un solo voto, non è riuscito a centrare l’obiettivo di conferire il simbolico riconoscimento al ragazzo che sta soffrendo nelle prigioni egiziane. Gran parte dell’opposizione, costituita da esponenti di varia estrazione, sia civica che di centrodestra, non si è presentata alla consultazione e così è venuto a mancare il quorum dei due terzi dei consiglieri eletti, cioè almeno i 17 voti richiesti dal regolamento dell’ente per la concessione della cittadinanza onoraria. A ogni modo l’altra sera in consiglio si sono presentati tutti i quindici esponenti della maggioranza, a partire dal sindaco, Gianluca Del Mastro, e Antonio Avilio, l’unico consigliere di “Rinascita”, partito di sinistra fuoriuscito dalla maggioranza qualche mese fa e passato all’opposizione. Era stato proprio Avilio a proporre l’avvio dell’iter per la cittadinanza onoraria a Zaki. Ora però stanno volando stracci a Pomigliano. I militanti di Rinascita lanciano accuse pesantissime nei riguardi dei consiglieri comunali dell’altra opposizione, molto più consistente, costituita da nove esponenti in gran parte provenienti dalla coalizione di centrodestra che ha governato Pomigliano per dieci anni di fila, dal 2010 al 2020, sotto la guida dell’ex sindaco Raffaele Russo. “Si dovrebbero solo vergognare i consiglieri comunali che si sono assentati dai banchi, sono stati protagonisti di una pagina indecorosa per la città”, scrive sui social Vito Fender. Non si è fatta attendere la replica stizzita a Fender di Maurizio Caiazzo, leader della coalizione sostenuta da Udc e Fratelli d’Italia alle elezioni dello scorso anno. “Fender come ti permetti ? – l’arringa di Caiazzo – non prenderti nessuna confidenza con me: non devo certo spiegare a te i motivi della nostra assenza”. Dal canto suo la consigliera Elvira Romano, candidata a sindaco alle amministrative del 2020 e leader dell’opposizione civica che si ispira alla figura dell’ex primo cittadino, Raffaele Russo, spiega i motivi delle assenze che hanno determinato il flop su Zaki. “Nessuno – afferma Romano – tra i componenti dell’opposizione, si è mai sognato di opporsi alla cittadinanza onoraria per Patrick Zaki a Pomigliano. E chi oggi ci accusa lo fa nella consapevolezza di dire cose inesatte. La maggioranza sa, ma forse non lo dice, che le forze di opposizione stanno chiedendo da tempo regole e garanzie che favoriscono la democrazia e la partecipazione. La maggioranza sa, ma non lo dice, che finora si è preferito usare sotterfugi e approssimazione. Quindi amici, per governare Pomigliano prima di criticarci preoccupatevi di rispettare le regole: anche così si celebrano i cittadini onorari”. Molto diversa la versione dei fatti riportata da Avilio. “L’opposizione di destra – eccepisce Avilio – sta asserendo che l’iter non sia stato rispettato ma la mia proposta di convocare il consiglio comunale per Zaki è passata in commissione affari istituzionali anche con i voti dei consiglieri dell’opposizione di destra Elvira Romano e Domenico Leone”. Si dichiara “molto dispiaciuto” per quanto accaduto il presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi, del Movimento Cinque Stelle. “Ho portato avanti i lavori del consiglio – racconta Cioffi – fino a quando è stato possibile. Ma alla fine il quorum non è stato raggiunto. Vuol dire che convocherò la conferenza dei capigruppo per programmare una nuova data. Tengo però a precisare – conclude l’esponente pentastellato – che la settimana scorsa avevamo tenuto un’altra conferenza dei capigruppo consiliari nel corso della quale nessuno dei presenti aveva eccepito nulla sulla convocazione per Zaki”.