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“Sono ottimista e fiducioso che si possa giungere a una quadra con il Movimento Cinque Stelle per riportare giustizia sociale, democrazia, trasparenza ed efficienza a Pomigliano e per risollevare le sorti di una comunità lasciata sola”. Le parole sono state pronunciate appena domenica sera dal segretario cittadino del Pd di Pomigliano, Eduardo Riccio, che ha anche confermato “la prosecuzione di un dialogo serrato con i pentastellati locali in vista delle prossime comunali”. Ma in casa Pd c’è una polemica di non poco conto. Si è infatti dimesso il capogruppo consiliare del partito, il professor Giovanni Russo, un noto dirigente scolastico. “E’ tempo di estendere l’orizzonte politico altrove – ha scritto Russo – sempre a sinistra e sempre nel solco del socialismo liberale”. Il preside ha pure scritto di essere rimasto solo in consiglio comunale quando tempo fa fu duramente attaccato dal sindaco e dalla sua maggioranza. Parole che ormai sembrano confermare il suo passaggio nella lista del 71enne ed ex sottosegretario all’industria PSI nella prima Repubblica Felice Iossa, fedelissimo dell’80enne sindaco uscente eletto con una maggioranza di centrodestra, Lello Russo. Il primo cittadino sta formando una coalizione che esprimerà un candidato sindaco anche di suo gradimento in quanto lui per legge non può candidarsi per la terza volta consecutiva alla poltrona più importante della città. Comunque i suoi attacchi al preside sembrano ormai acqua passata. C’è addirittura qualcosa che sta accomunando Lello Russo e Giovanni Russo oltre al cognome (i due comunque non sono parenti). Ultimamente entrambi hanno utilizzato in senso spregiativo l’espressione “figli e nipoti” per attaccare lo zoccolo duro della sinistra di Pomigliano, che storicamente fa capo alla maggioranza di centrosinistra che ha governato la città delle grandi fabbriche dal 1995 al 2010. A ogni modo i militanti del Pd di Pomigliano non sono rimasti a guardare. Hanno scritto un documento molto polemico all’indirizzo del capogruppo che si è dimesso. “Voltagabbana o bugiardo ?”, il titolo caustico del messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del Partito democratico cittadino. “Professor Russo – il testo del comunicato – i suoi vecchi carnefici hanno avuto una mutazione genetica per diventare suoi amici e strapparle qualche voto favorevole in consiglio comunale ? E perché non ha voluto mai confrontarsi nel partito ? Vuole accettare un confronto diretto sul trasformismo ?”. Restano distanze incolmabili. L’ormai ex capugruppo, pur precisando di avere ancora la tessera del Pd, vende come il fumo negli occhi un’alleanza tra Pd ed M5S, che in parlamento e al governo è ormai cosa consolidata da un anno. Ma gli interrogativi sulle alleanza non riguardano solo Pomigliano. Nella confinante Casalnuovo, dove pure di voterà a settembre per le comunali, hanno annunciato un importante incontro per mercoledi la coalizione di otto liste che esprime il candidato a sindaco Giovanni Nappi, consulente del lavoro di 45 anni, e il gruppo che da sempre sostiene l’ex sindaco dal 1997 al 2006 e dal 2009 al 2015, il dirigente del ministero del Lavoro Antonio Peluso, 63 anni. Un gruppo, quello “pelusiano”, che conta quattro consiglieri comunali (Errichiello, Brandi, Perugino, M.Pelliccia) capaci di esprimere all’ultima tornata elettorale del 2015 circa 2mila voti. “Sto avviando dei tentativi per allargare la mia coalizione – spiega Nappi – ho invitato Peluso per comprendere se abbiamo la stessa visione di comunità, cioè radicalmente diversa da quella del sindaco uscente Massimo Pelliccia. Abbiamo la consapevolezza che l’edilizia qui riesce a influenzare l’andamento del consiglio comunale. Chiederò a Peluso e ai suoi di convergere sul mio nome partendo da questi due elementi: l’avversario politico e un’idea di città avulsa da prepotenza e arroganza. Se in nome di questi fattori dovremo sostenerci reciprocamente in un eventuale ballottaggio perché non partire insieme direttamente dal primo turno ?”.