Sergio Mattarella ha sottoscritto il provvedimento che dà il via al voto primaverile. Campagna elettorale aperta da Rinascita ieri sera con un’assemblea partecipata
A Pomigliano è iniziata la campagna elettorale per le comunali. Il via ai dibattiti e ai confronti cittadini è stato dato dall’adozione del provvedimento, comunicata ieri al Comune, che dispone lo scioglimento della municipalità a seguito delle dimissioni dal notaio, dopo due anni di mandato, di 13 dei 24 consiglieri comunali. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dunque firmato il decreto conseguente alle dimissioni della maggioranza dell’assemblea cittadina entro le more che consentono di agganciare le elezioni locali alla prima data utile, quella del 14 e 15 maggio prossimi. La data per la consegna dei nomi dei candidati sindaco e delle liste contenenti i candidati al consiglio comunale è fissata a sabato 15 aprile.
Ma il tempo stringe. C’è praticamente poco più di un mese per definire le candidature ma la situazione politica è confusa. Ieri sera la compagine politica locale di sinistra “Rinascita” ha praticamente aperto la campagna elettorale in città con un’assemblea aperta nei saloni di un albergo. Alla riunione hanno partecipato per pochi minuti gli attivisti locali del Movimento Cinque Stelle. “Stiamo lavorando sul futuro politico della città – ha detto ai partecipanti Luigi Fiorenzano, un attivista pentastellato – vi faccio gli auguri di buon lavoro, ci vedremo al più presto”.
Prove di alleanza ? Certo è che sembra proprio un primo segnale politico rilevante il fatto che il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte abbia fatto visita a una compagine di sinistra, Rinascita appunto, passata all’opposizione dopo aver fatto parte della maggioranza PD-M5S retta dal sindaco, silurato qualche giorno fa, Gianluca Del Mastro, maggioranza che nel 2020 vinse le elezioni con il Movimento Cinque Stelle del pomiglianese doc Luigi Di Maio, che nel frattempo ha lasciato il Movimento, sette mesi fa. Quelli che sono rimasti fedelissimi a Di Maio, Dario De Falco e Salvatore Esposito, hanno rivendicato di aver contribuito alla caduta di Del Mastro.


