Pomigliano, governo più forte e Del Mastro vola: “Cambiamo”. Romano: “Non sono Lello Russo”

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gianluca del mastro ieri sera
gianluca del mastro ieri sera

C’è un dato di fatto: il governo ha superato il banco di prova delle regionali e ora in vista del ballottaggio nella strategica Pomigliano risulta più forte la coalizione per la conquista del Comune guidata dal Movimento Cinque Stelle e dal Partito Democratico. Intanto nella città delle fabbriche il 41,84% degli elettori ha scelto il professore universitario e presidente dell’Ente Ville Vesuviane Gianluca Del Mastro, il candidato del Movimento Cinque Stelle, del Partito Democratico, dei Verdi e di sette liste civiche. Il 39,73% ha dato invece il suo consenso a Elvira Romano, la vicesindaco uscente, l’avvocato scelto dal sindaco uscente Raffaele Russo, figura “forte” di queste elezioni il cui carattere aggressivo deve però aver creato una crepa nel rapporto con la città. Lo provano i voti. Raffaele Russo ha creato a sostegno di Elvira Romano una sua lista, che porta il suo nome o, meglio, il suo nomignolo che lo rende riconoscibile ai suoi concittadini, la “Lista Lello Russo”. Ebbene, alla fine il candidato al consiglio comunale Lello Russo ha ottenuto non proprio tutta questa valanga di voti personali rispetto a quelli previsti. Figura al terzo posto della sua stessa compagine, della sua stessa “creatura”, che a ogni modo è la lista più votata. Del resto il primo cittadino dal 1980 al 1993 e dal 2010 a oggi, nonché ex senatore del PSI guidato da Bettino Craxi, non credeva neppure possibile un ballottaggio. “Quando vincerò al primo turno vi rimangerete tutto”, ha spesso proclamato, fino all’ultimo momento. Facile immaginare che per lui la giornata di ieri debba essere risultata davvero indigesta. E questo non solo perché Gianluca Del Mastro abbia ottenuto circa 10mila voti personali, attirando consensi più di quelli avuti dalla sua coalizione. Oppure non solo perché Elvira Romano con i suoi 9mila voti ha comunque meno consensi di quelli della sua compagine civica, per cui “tira meno”, come si dice nel gergo usato in questi casi. No: non ci sono soltanto questi motivi dietro l’amarezza certamente provata da Lello Russo alla lettura dei risultati di questo primo turno. Oggi il problema vero in politica, come in tutto nella vita odierna, è l’immagine. E l’immagine di Russo in questa campagna elettorale è quella di un uomo avvezzo alla tensione ai più alti livelli, che  utilizza con disinvoltura come armi della lotta politica la rissa verbale, il discredito dell’avversario, la delegittimazione pubblica del giornalista sgradito, la minaccia di querelare tutto e tutti, di portare in tribunale anche il mondo intero se ce ne fosse bisogno e di voler controllare da sindaco ogni cosa.  Evidentemente è di questo Lello Russo che tanti pomiglianesi si vogliono liberare con un colpo di matita nelle urne. Ieri hanno deciso di farlo oltre diecimila persone. 14mila se si considerano anche i voti incassati dai candidati che non ce l’hanno fatta, Maurizio Caiazzo e Vincenzo Romano.  Un’altra prova di questo scollamento è il voto disgiunto. Tante persone pur votando i candidati della coalizione civica  hanno espresso la volontà di dare fiducia e stima a Del Mastro a discapito della candidata vista come diretta promanazione del sindaco uscente. La frustata è stata avvertita in maniera netta dalla stessa Elvira Romano, tanto che ieri sera una dichiarazione si è trasformata in una sorta di appello accorato. “I pomiglianesi si devono rendere conto che il candidato a sindaco non è Lello Russo, che il candidato a sindaco è Elvira Romano: Elvira Romano è un’altra persona”, dice la vicesindaco. Che aggiunge: “Non credo che l’aggressività e la violenza verbale paghino. In questo ballottaggio porteremo di nuovo in piazza le nostre idee, tutto quello che di buono abbiamo fatto. Io sono una persona costruttiva, che lavora tanto. Non sono certo distruttiva”. Frasi che suonano come un netto distinguo dal politico 81enne prima socialista, poi forzista e ora civico, ma con un occhio sempre molto benevolo verso Matteo Renzi (a proposito il suo candidato alle regionali per Italia Viva, l’assessore comunale Mattia De Cicco, non ce l’ha fatta: flop). “Si ma hanno detto che il “vecchio” ha portato il degrado. Invece Lello Russo ha lavorato molto bene”, la difesa, legittima e giustificata, dell’avvocato-assessore Romano. Però ieri la candidata a sindaco a un certo punto sembrava dire cose non proprio in linea con quanto accaduto. “Sono molto contenta – la sua analisi del primo turno – non mi aspettavo di ottenere un consenso così ampio anche perché qui è venuto tutto il governo a promettere mari e monti. Lo ripeto: sono contenta perché Pomigliano ha premiato la concretezza del nostro programma”. Ma contenta di cosa ? Contenta di non aver stravinto al primo turno come ha sempre propagandato? Contenta di essere arrivata seconda a quasi quattro punti dall’avversario e di aver tirato meno della sua coalizione ? “E’ stata una battaglia – la replica – non possiamo nasconderlo. Avevamo capito che fosse dura da affrontare. Certo – aggiunge ripensando a quelle affermazioni sulla vittoria certa al primo turno – uno pensa sempre in modo positivo ma poi mi sono resa conto che la presenza del governo a Pomigliano poteva influire. Adesso però è un’altra campagna elettorale, che metterà in discussione tutto, da capo. E poi non mi aspettavo una perdita di consensi da parte del Movimento Cinque Stelle”. Perdita di consensi rispetto a cinque anni fa anche da parte del PD, c’è da aggiungere. Tanto che a un’eventuale vittoria di Del Mastro al ballottaggio non potrebbe coincidere una maggioranza di consiglieri. Ma Pomigliano ormai guarda a Del Mastro come si può guardare all’uomo della speranza. Non certo a quello della provvidenza, sia chiaro. La certezza è che il governo oggi sia più forte e che grazie a ciò siano i pomiglianesi a sentirsi più sicuri, a sentire di avere nuove possibilità all’orizzonte. “Continueranno a screditarmi, a dire che non abito più a Pomigliano, a dire che non è “arte mia” fare il sindaco. Ma il loro insulto è anche la loro sconfitta”, chiarisce Gianluca Del Mastro. Il professore nonché manager d’azienda ieri sera ha tenuto un discorso presso una struttura ricettiva della zona. C’era anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad ascoltarlo. “La città ha capito che con un governo solido alle spalle potrà essere più forte – l’arringa più che decisa del giovane professore universitario – e che dobbiamo voltare pagina. Io ho speso anni nella gestione di un’azienda complessa come l’Ente Ville Vesuviane, che sono riuscito a risanare, e da molto tempo devo utilizzare all’università gli stessi metodi gestionali che si utilizzano per la conduzione di una municipalità o di un qualsiasi altro organismo socioeconomico. Comunque sia potranno insultarmi, delegittimarmi, potranno fare quello che vogliono ma non potranno fermare la voglia di cambiamento che c’è in questa città, la voglia di confronto, di democrazia vera, di vedere persone capaci di creare lavoro, sviluppo, di vedere le periferie finalmente fuori dall’incubo in cui versano, di avere un’aria più pulita, di vedere giustizia sociale e attenzione al bene di tutti finalmente. Si, proprio qui, a Pomigliano”. Sta acquisendo sempre maggiore forza e sicurezza Del Mastro nel contatto con la gente. Ci sono altre due settimane prima del secondo round. Al momento non si sa se qualcuno deciderà di alzare di nuovo il livello della tensione sprizzando veleno nel dibattito pubblico che sta per ricominciare. Dal canto suo Elvira Romano assicura che non sarà così. Lo sperano tutti da queste parti. Rimane la faccenda più strettamente politica. L’ex fedelissimo di Russo, Maurizio Caiazzo, a capo di una coalizione di centrodestra moderato, ha strappato poco più del 10 %. L’avvocato Vincenzo Romano l’8 %. Sono entrambi le grandi incognite di questo ballottaggio. A prima vista si potrebbe pensare che Caiazzo possa tornare all’ovile. Ma il sindaco uscente ne ha dette troppe sul conto della sua coalizione fino ad annunciare querele a raffica “per ognuno dei suoi responsabili di lista“. “Li denunceremo tutti e sei”, aveva urlato Russo dal palco di un comizio in piazza Municipio. Per quanto riguarda Romano invece il punto interrogativo è grande quanto una casa. Da anni Russo nutre una simpatia forte per lui. Si vedrà.