Sul tavolo del dibattito pubblico è finito un altro tema strategico della città delle fabbriche in crisi: il destino del commercio in pericolo.
Il secondo appuntamento di ieri, nel salone della “Distilleria”, organizzato ancora una volta, dopo quello sul tema della povertà, da Felice Romano, di Pomigliano Indignata, è stato animato dalle domande di Dario Vergani, esponente di punta di Caip-Aicast, associazioni del piccolo commercio molto rappresentative nella città delle fabbriche.
Nel documento che segue c’è praticamente tutto, o almeno quasi tutto, quello che pensano sul delicato tema del commercio i quattro candidati a sindaco nelle comunali ormai dietro l’angolo: Fabio Birotti (L’Altra Pomigliano), Michele Caiazzo (Partito Democratico), Dario De Falco (Movimento Cinque Stelle) e Roberto Oratino (La Sinistra per Pomigliano).
Il sindaco uscente, Raffaele Russo, non ha voluto partecipare al confronto, com’è del resto accaduto nelle precedenti occasioni che hanno seguito l’aggressione fisica all’assessore Gianfranco Mazia, di Forza Italia. Rinunce da cui sono scaturite altrettante polemiche.
In ogni caso i dibattiti che si sono svolti nella due giorni organizzata da Romano sono stati molto partecipati e costruttivi. Caratterizzati da un rispetto reciproco tra i candidati davvero ammirevole.
Ecco il testo del confronto pubblico:
Le imposte comunali: come concepirle e gestirle?
Caiazzo: “Bisogna saper distinguere caso per caso. Una tassa come la Tosap potrebbe essere eliminata”.
De Falco “Creare una zona franca comunale (tax free), ma c’è bisogno dell’interazione con la Regione Campania. In questo senso nutro ottime speranze perché attualmente di danno come prima forza politica in Campania. Poi: eliminare la Tosap sulla tenda e intervenire sulla Tari. A Pomigliano la tassa sui rifiuti è così alta perché deve mantenere un carrozzone inefficiente. Ma se abbassassimo le tasse alle famiglie ne beneficerebbe il commercio. Il tema vero comunque è il lavoro: bisogna creare opportunità di lavoro”.
Oratino: “In linea di principio bisogna pevedere la riduzione delle tasse. Bisogna pensare a iniziative alternative. Penso all’incidenza dei canoni di locazione”.
Birotti: “La crisi ha desertificato. Cos’ha fatto l’attuale amministrazione? Nulla. Cosa fere dunque? Puntare su innovazione e occupazione. Se non circola danaro non circola commercio. Allora: abbassare la Tari attraverso la politica rifiuti zero. E poi: isola ecologica a scomparti. La tassa si deve basare sui criteri del rifiuto di qualità e del peso. Criteri attraverso cui concedere il bonus del 30% sulla Tari e anche un bonus sul conferimento, creando una convenzione tra commercianti e comune. La Tasi sarà eliminata tramite l’ auto sostentamento energetico. La Tosap è da rivedere tramite misure contro il gioco d’azzardo. Prevedo l’eliminazione della Tasi in cinque anni ”.
Altre questioni: la sicurezza e il bullismo…
Birotti: “Sistemi di controllo per l’interevento rapido. Piazza Mercato deve diventare isola pedonale. Inoltre: lotta alla merce contraffatta e all’abusivismo. Puntare sul commercio di qualità”.
Oratino: “Azione repressiva con polizia municipale e forze dell’ordine. Luoghi come piazza Mercato sono luoghi dove girano droga e alcol, dove si gioca a pallone alle tre di notte, dove a “sorvegliare” le strisce blu ci sono i parcheggiatori abusivi a partire dalle nove di sera”.
De Falco: “Presidi di polizia locale itinerante in ogni quartiere di Pomigliano. Con 300mila euro si poteva cablare tutta la città. Penso anche all’impiego della vigilanza privata. Ma ci vuole un accordo con i commercianti: per salvaguardare il commercio e le famiglie. Sulla sicurezza poi il mio pensiero va al nostro ex comandante della polizia municipale, Luigi Maiello (applausi). Io l’ho apprezzato molto anche perché lui svolgeva pure attività di polizia giudiziaria”.
Caiazzo: “Sulla merce contraffatta sarà necessaria una lotta senza quartiere. Gli esercizi illegali devono essere chiusi. Chi vende merce contraffatta deve chiudere. Ora questa merce sarà cinese, non importa, da dove viene viene: l’esercizio deve chiudere. Poi: una zona a traffico limitato effettivamente controllata. Perché ci sono i parcheggiatori abusivi attorno a piazza Mercato?”.
Traffico, viabilità e strisce blu.
Oratino: “Bisogna ripensare completamente la mobilità nella città. C’è per esempio il servizio delle navette che girano vuote. Ebbene: perché non inventarsi qualcosa per riempirle?”.
Birotti: “Tornando alla domanda di prima, devo ricordare che contrabbando e contraffazione vengono dalle aree degradate, dove l’amministrazione comunale è stata assente. Russo ha fatto politiche di decoro. Ma quale decoro? Pomigliano è congestionata dal traffico. Bisogna disincentivare l’uso della macchina. Fare una vera pista ciclabile: continua e sicura. Una rimappatura totale delle strisce blu, con aumento di quelle bianche”.
Caiazzo: “Il sistema attuale delle strisce blu va abolito e ridisegnato perché finora ha solo procurato danni. E’ un elemento di fastidio. A questo proposito segnalo una cosa davvero vergognosa: le strisce blu messe davanti al cimitero. Sarà inoltre necessario ridisegnarle insieme ai commercianti. Poi, la rotonda Ponte: 300mila euro buttati. Se guardiamo Pomigliano dall’alto emerge la necessità di realizzare un anello. Penso appunto alla zona Ponte, dove tutto è aggravato dalla rotonda a “fagiolo”. Per quanto riguarda la pista ciclabile devo dire che questa c’è ma non è mantenuta bene”.
De Falco: “La Rotonda Ponte: soldi sprecati, buttati. Io inoltre sono contro le strisce blu. Noi non vogliamo mandare nessuno a casa ma se quei quindici posti di lavoro li crei per gravare sulle tasche dei cittadini….Comunque io voglio valutare caso per caso, strada per strada. E la Tmp (la società della strisce blu, ndr) va gestita dal comune. E poi la Tmp non paga né Tari né Tosap., eppure gestisce intere strade, interi spazi. A questo punto la società di gestione ce la facciamo noi: perché gli introiti devono essere del comune”.
Come riqualificare i mercati?
De Falco: “I bagni pubblici sono in condizioni pietose. Anche le fontanine. Inoltre non c’è nessun controllo sulla qualità e sull’abusivismo. Vorrei sedermi al tavolo con gli operatori. Penso a un mercato permanente, tipo quello di Barcellona. Sarebbe una bella cosa. Ma tutto dovremo sempre deciderlo insieme. Se però questa dovrà essere l’occasione per qualche speculatore di creare un centro commerciale io dicono di no”.
Caiazzo: “I mercati attuali sono obsoleti. Sono stati una scelta frutto del caso. A ogni modo sono nati come strumenti per calmierare i prezzi. Ma oggi non sono integrati alle esigenze della città. Ci vogliono una diversa localizzazione e una riorganizzazione, tenendo però conto degli interessi dei commercianti e dei consumatori. Ancora: fare il mercato solo il giovedi? O invece tutta la settimana ? Io comunque sceglierò l’assessore al commercio sulla base delle sue competenze specifiche”.
Birotti: “Bisogna combattere l’abusivismo offrendo un maggiore numero di licenze. Il mercato dev’essere riordinato con i box e con la produzione di rifiuti autogestiti”.
Oratino: “Sono d’accordo sulla qualità dei mercati del giovedi. Quello di via Miccoli diventa un disastro per gli ingorghi che si creano. E sono d’accordo con chi ipotizza l’idea di una gestione diversa. Bisogna concepire un utilizzo dei mercati in aree meno congestionate, recuperandone la funzione solidale”.
Sono possibili ammortizzatori sociali anche per il commercio, che ne è privo? E quale posizione prendere su incentivi e centri commerciali?
Caiazzo: “Nulla vieta che a livello locale si possa pensare a un fondo che preveda un aiuto a chi si trova improvvisamente in condizioni di povertà estrema. Per quanto riguarda i centri commerciali io non prevedo aperture. Anche perché l’area non c’è. Io invece prevedo un centro commerciale naturale, chiamiamolo distretto urbano commerciale, chiamatelo come volete. E poi: aumentare la capacità attrattiva della città. Realizzare eventi. Promuovere l’associazionismo per la competitività dei prezzi”.
De Falco: “Dobbiamo andare nella direzione del sostegno alle imprese e dunque non c’è bisogno di creare un fondo locale. Anche perché già prevediamo un reddito di cittadinanza comunale per 600 famiglie povere. Ci vuole uno sportello di interconnessione. Ci sono strumenti normativi, finanziamenti agevolati. Altrimenti che facciamo? La chiudiamo questa città? Qui in cinque anni non è successo niente. Non si deve andare in banca per indebitarsi. Il decoro urbano non è sufficiente. E poi si parlava di centri commerciali naturali. Ma ci dimentichiamo che anni fa qualcuno si è anche beccato una denuncia per contrastare i centri commerciali? Dunque, ci vuole una zona franca comunale. E ancora: razionalizzazione. Vediamo quali attività incentivare”.
Oratino: “Mi fa piacere che tutti escludono l’apertura di centri commerciali. Nel 2007 io ero con i commercianti. Quella fu una battaglia vinta. Dobbiamo ripensare tutto. Non è vero che tutte le attività hanno un ritorno. C’è anche un problema di accesso al credito. Dobbiamo individuare una vocazione commerciale specifica, concepire una filiera”.
Birotti: “Cos’hanno fatto per il commercio? Niente. Dobbiamo creare il prodotto di qualità a Pomigliano. E la promozione del prodotto di qualità va fatta con la corretta informazione. Bisogna favorire la nascita di nuove aziende con le start up. Senza occupazione il danaro non circola”.



