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il vicepresidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola
il vicepresidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola

Il vicepresidente della giunta regionale della Campania con delega all’ambiente spiega lo stato dell’arte sulla realizzazione degli impianti di riciclaggio dei rifiuti  

 

In Campania la carenza di impianti per il riciclaggio dei rifiuti fa lievitare vertiginosamente i prezzi dello smaltimento e della tassa di nettezza urbana. Per non parlare dei 120.000 euro al giorno che la Regione deve pagare a causa della multa comminata dalla Corte di Giustizia europea per il mancato adeguamento alle norme comunitarie. Intanto a Pomigliano è stato compiuto un altro passo sul fronte della realizzazione dei 15 impianti di compostaggio dei rifiuti organici previsti dalla Regione. L’altro giorno il Comune ha inviato i documenti per l’avvio dei lavori di quello che sarà il primo impianto pubblico campano. E’ stata infatti trasmessa un’integrazione che era stata richiesta quattro mesi fa. La prossima mossa spetterà alla Regione, che dovrà indire la conferenza dei servizi per l’ok all’’Autorizzazione Integrata Ambientale. L’azienda che si è aggiudicata l’appalto comunale dovrà poi redigere il progetto esecutivo che il Comune verificherà. L’inizio dei lavori di costruzione è dunque previsto a luglio. L’impianto di Pomigliano, da realizzare sulla provinciale che porta ad Acerra, avrà una capacità di trattamento di 24.200 tonnellate all’anno di organico per fertilizzante. E’ l’unico dei 15 impianti del genere inseriti nel piano regionale per il quale è stato assegnato l’appalto, il cui importo è stato di 8.600.000 euro. Sono 5 gli impianti pubblici di compostaggio individuati in provincia di Napoli: Pomigliano appunto e poi Napoli Est (accanto al depuratore), Marigliano (ex sito ecoballe di Boscofangone), Afragola (vicino al rione Salicelle) e Tufino (all’interno dello Stir). Per quest’ultimo, di competenza regionale, della capacità di 13.300 tonnellate, è stata pubblicata la gara d’appalto per un importo di 8.687.000 euro. Ma gli ostacoli riguardano soprattutto Napoli Est, di competenza comunale, dov’è prevista una struttura da 50mila tonnellate per un costo di 23.600.000 euro, e Marigliano, di competenza regionale, la cui capacità ammonta a 30mila tonnellate per un costo di 14 milioni. A Napoli si sta opponendo la Soprintendenza mentre nel sito di Marigliano sarà necessario controllare lo stato dell’inquinamento. “Per Marigliano – spiega il vicepresidente della giunta regionale con delega all’ambiente, Fulvio Bonavitacola – è stata disposta la non assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale. Qui sono in corso, per accertare eventuali livelli di contaminazione, indagini sul sito, che era utilizzato per lo stoccaggio di 50mila tonnellate di ecoballe da noi rimosse. In caso di esito negativo delle analisi si potrà procedere con la gara per i lavori. Anche per Afragola (competenza comunale, capacità 30.000 tonnellate, costo 15.800.000 euro) – aggiunge Bonavitacola – è stata esclusa l’assoggettabilità alla “v.i.a.” mentre è in corso la redazione del progetto definitivo sullo studio di fattibilità: appena validato il progetto definitivo si procederà con la gara. Per Tufino – continua il vicepresidente – sono state acquisite tutte le autorizzazioni e in questi giorni è stato pubblicato il bando di gara per i lavori. Inoltre per Napoli Est sono in corso confronti con la Soprintendenza paesaggistica per rimuovere un parere negativo sul progetto. A ogni modo noi prevediamo – conclude l’esponente della giunta De Luca – entro il 2021 e gli inizi del 2022 di partire con i lavori in buona parte degli impianti”. Gli altri 10 impianti di compostaggio sono previsti a Caserta, Chianche (AV), Fisciano (SA), Castelnuovo Cilento (SA), Cancello e Arnone (CE), Casal di Principe (CE), Casalduni (BN), Pontecagnano (SA) e Teora (AV, di competenza privata).