La contaminazione e lo strano fenomeno della sabbia del deserto. Spiega tutto il massimo esperto dell’Agenzia Regionale per il controllo dell’Ambiente.
Anche le polveri del Sahara stanno complicando la già grave situazione in cui versa l’aria dell’hinterland a nordest di Napoli. Qui le polveri sottili della sabbia del deserto si sono aggiunte a quelle scaturite dallo smog che sta attanagliando da settimane i comuni di San Vitaliano (68 giorni di sforamento dall’inizio dell’anno), Pomigliano (48), Volla-Casalnuovo (45), Acerra (37) e Casoria ( 35): primato regionale. Intanto a Pomigliano si sta tentando di fare qualcosa. Il Comune ha disposto la realizzazione di una grande isola pedonale dalle 19 alle 23 di sabato e domenica. In pratica quasi tutto il perimetro centrale della città sarà vietato alle auto. Un esperimento reso possibile dalla presenza di una serie di parcheggi dislocati sul limitare del perimetro che blinderà la movida locale. “Le polveri che vengono dal Sahara – spiega Giuseppe Onorati, dirigente del settore monitoraggio della qualità dell’aria dell’Arpac – sono di una dimensione al di sotto dei 10 micron e quindi abbiamo valori altissimi registrati dalle centraline che si aggiungono al fattore stagionale già sfavorevole”. Ci si chiede se questa situazione possa mettere in tilt le centraline. “Noi – risponde Onorati – periodicamente facciamo la pulizia delle teste di prelievo delle centraline. Per il resto devo rispondere con un no: le strumentazioni sono costruite per questo”. Un altro interrogativo riguarda la pericolosità della polvere del deserto. “Tutto quello che misura sotto i dieci micron fa male alla salute – chiarisce Onorati – sicuramente la polvere della sabbia siccome è costituita da frammenti di rocce naturali, la silice, fa meno male rispetto a quella della contaminazione nostrana composta da carbonio organico. Non esiste però uno studio ultimativo, finora abbiamo un solo valore unico: comunque non è una situazione salubre”. Restano problemi tecnici: la centralina di rilevamento della zona industriale di Acerra è fuori uso da mesi. “Ad Acerra – spiega Onorati – è in corso la sostituzione del sito in cui è ubicata la centralina. Il terreno in cui si trova è in vendita per cui stiamo cercando un altro sito”.

