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Pollena Trocchia, si rinnova la tradizione della via crucis vivente

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Rivive nella notte del venerdì Santo il percorso della Croce. 

Un percorso che si rinnova ogni anno con la stessa forte intensità. Anche quest’anno la Via Crucis Vivente a Pollena Trocchia ha richiamato i fedeli a ripercorrere il dolore di un uomo e della sua croce, simbolo di una fede cristiana, cattolica, minata sempre più da attacchi costanti e perpetui. Il terrorismo nascosto dietro atti estremi, di chi professa più che la propria religione, la propria violenza, non allontana da un credo di pace, anzi restituisce ancor di più il bisogno di un legame con le proprie radici. Lo dimostra la partecipazione forte e viva a celebrazioni, come quella che precede la Pasqua, di tanti giovani che cercano nell’abbraccio della fede un modo per sentirsi meno soli. L’impegno dei figuranti guidati da padre Gennaro Busiello inizia già dal mese di gennaio. «Il nostro giovane padre Gennaro ci guida, ci supporta e ci aiuta sempre» dicono in coro i figuranti emozionati. «Questo momento- spiega commossa Cira, una delle figuranti- rappresenta per noi non solo un modo per rafforzare la fede ma anche un modo per dare testimonianza a chi viene a vederci, di qualcosa di tangibile e vero che si può sentire e vedere da vicino, che si può toccare. Far riviere le ultime ore di Gesù ci commuove ogni volta. Quest’anno ho rappresentato una donna del popolo e al grido di “A morte, a morte” ho avuto una sensazione di vero dolore e alla fine confesso di aver provato quasi un vero senso di colpa. Partecipo da due anni, e mio marito da quattro, siamo una comunità molto legata, l’attore che veste i panni di Gesù (Pasquale Oliviero) lo fa da quasi venticinque anni. E ogni volta rivederlo è una vera emozione». Nella Chiesa di San Giacomo Apostolo già dalle 16 tutti i partecipanti erano pronti a prendere il loro posto tra i fedeli, a rivivere l’adorazione della Croce, il processo, fino al momento toccante in cui Gesù comincia il suo ultimo cammino. Nella preghiera di quelle ultime ore di vita di Cristo, per le vie del paese il dolore è qualcosa di palpabile: vedere una madre piangere suo figlio morente, volerlo aiutare quando cade, sono momenti che rafforzano ancora di più il Credo di chi assiste ad una ricostruzione che è un momento di preghiera altissimo come conferma lo stesso padre Busiello, «non uno spettacolo con attori e spettatori ma un momento di preghiera e di evangelizzazione» che scuote gli animi al bisogno di amore e tolleranza, al bisogno di fede nell’attesa della resurrezione pasquale.

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