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Pollena Trocchia, Il bello e il buono della scuola: progetto Erasmus al «Donizetti».

Un progetto di interscambio culturale porterà il prossimo maggio, gli studenti dell’Istituto Donizetti in Polonia, partecipi del programma Erasmus.

 “BREAK STEREOTYPES‐BREAK BARRIERS IN MINDS” ovvero il superamento delle barriere, degli stereotipi, questo il nome del progetto Erasmus al quale l’Istituto Comprensivo Gaetano Donizetti di Pollena Trocchia ha aderito tre anni fa. Partner l’Italia, dell’isola spagnola di Tenerife, insieme a Polonia, Romania, Turchia. La preside Angela Rosauro, la vicepreside Rosa Coppola, descrivono un programma fatto di esperienza condivisa, di arricchimento non solo didattico ma anche e soprattutto umano. «I ragazzi sono entusiasti -spiega la dottoressa Coppola- a maggio si concluderà il percorso e con sei alunni saremo in Polonia una settimana. Nel contempo ci sono stati incontri di confronto sulle dinamiche metodologiche in Romania, Turchia e Spagna, tre incontri con i docenti, due di interscambio con gli alunni.

L’unico meeting al quale l’Italia non ha partecipato è stato quello in Turchia a causa dell’attentato accaduto nel periodo concomitante. I ragazzi riguardo la visita in Polonia si stanno organizzando con lo  sviluppo di programmi e lavori artigianali preparati da loro. E riguardo la visita degli alunni stranieri invece, si può dire che oltre l’importanza che ha avuto per gli studenti, anche per gli insegnanti è stato un modo per scambiarsi opinioni, per confrontarsi sulle problematiche di un mestiere così difficile e fondamentale. Posso aggiungere poi, che la delegazione spagnola aveva la partecipazione di una classe di quinta elementare, e da parte nostra c’è stata l’adesione anche degli alunni della primaria e dell’infanzia, per cui una sorta di festa. L’accoglienza è stata gioiosa, fatta di suoni della nostra “Band” di flauti, alla quale si sono aggiunti i ragazzi stranieri tutti molto entusiasti. La visita avvenuta pochi mesi fa, è durata cinque intensissimi giorni, organizzata grazie al supporto dei genitori dei nostri alunni, della Pro Loco, e grazie al sostegno del Comune si è potuto fare visita a tanti dei nostri siti. La visita ai conetti vulcanici, ad esempio, ha lasciato tutti sbalorditi, vedere la particolare flora intervallata dalla lava vulcanica, uno scenario caratteristico, affrontato con le spiegazioni di un vulcanologo e di un geologo, un’occasione importante per tutti. La visita agli scavi archeologici con il supporto dell’archeologo Ferdinando De Simone, una concentrazione di bellezze infinita. La visita a Sorrento e Capri, e tra le altre cose, la voglia di mostrare ogni aspetto della nostra cultura, anche quello culinario, per cui anche con l’aiuto dei genitori dei nostri alunni, abbiamo preparato l’assaggio di piatti tipici delle nostre terre.»

«Posso solo aggiungere -dice la Professoressa Rosauro- che la particolarità è stata associarsi a paesi entrati nella nostra “Casa Europa” recentemente. Tutti molto entusiasti di compartecipare. Un’opportunità per rompere effettivamente schemi e barriere spesso insiti soprattutto in noi adulti. I preconcetti solo con l’aiuto della cultura si possono spezzare, progetti come quello dell’Erasmus sono occasioni fondamentali, per osservare situazioni studiate sui libri, confrontarsi con realtà delle quali conosciamo solo l’aspetto che passa attraverso i media. Vedere la realtà delle tribù in Turchia, per esempio, osservare la cultura degli altri, confermare la propria identità nell’accoglienza dell’altro. Un esercizio, quello della condivisione, con il quale si può superare ciascuno i propri limiti. Noi insegnanti abbiamo parlato a lungo dell’integrazione con i ragazzi, e se un processo di vera fusione può richiedere tempi lunghi, di sicuro l’obiettivo più vicino da ottenere è proprio quello del rispetto delle culture altrui. I ragazzi sanno superare le barriere e forse anche le paure, meglio di noi, lavorare insieme aiuta a crescere loro e noi, andando oltre i preconcetti.»

Il bello ed il buono della scuola che esiste e che andrebbe supportato sempre, perché le generazioni future imparino soprattutto lo spirito dell’accoglienza.

cartello Donizetti

 

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