Piano casa a Pomigliano, scoppia lo scandalo: 5 indagati e un cantiere sequestrato

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sullo sfondo, in piedi, il comandante Maiello
sullo sfondo, in piedi, il comandante Maiello

Appartamenti nuovi in stile “americano” messi in vendita nel centro storico a peso d’oro, dopo aver raso al suolo quel po’ di storia che resta. Prezzi fino a 320mila euro per alloggi frutto di una colata di cemento finita in un’inchiesta coordinata dalla procura di Nola.

Un’indagine che porta la firma di un personaggio del fronte antimafia conosciuto nel territorio a nord e a oriente dell’hinterland napoletano, il colonnello Luigi Maiello. Ieri il comandante della polizia municipale di Pomigliano, già dirigente dei caschi bianchi ad Afragola, Nola e Arzano, ha sequestrato un grande condominio in costruzione nel centro storico della città delle fabbriche. Si stratta di un complesso di 57 appartamenti. Secondo il gip del tribunale di Nola, Daniela Critelli, che ha dato il via al sequestro preventivo del cantiere di via Fiume, le procedure che hanno portato al rilascio della concessione edilizia di questo conglomerato residenziale sono colme di carenze e omissioni. Per questo stesso motivo la procura di Nola ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di falso in atto pubblico continuato e in concorso i due imprenditori titolari della ditta edile che sta realizzando il palazzo, le due professioniste incaricate del progetto dalla stessa impresa e il proprietario del terreno. Sono tutti di Pomigliano. Hanno dato il via all’operazione facendo abbattere il primo grande cinematografo della città, il cinema Mediterraneo, inaugurato nel 1940 e poi chiuso negli anni Settanta. Al centro della faccenda c’è l’interpretazione della legge regionale denominata “piano casa”, la norma che consente di abbattere, anche nei centri storici ma a determinate condizioni, edifici vetusti per realizzare edilizia residenziale con un aumento del 35 % delle volumetrie di ciò che è stato demolito. Secondo la magistratura però la licenza rilasciata nel 2018 dal Comune per il condominio in costruzione e appena sequestrato è il risultato di omissioni e carenze documentali. Per gli inquirenti questi atti illeciti, per il momento attribuiti solo all’impresa costruttrice e ai tecnici privati ma non ai pubblici funzionari del Comune, avrebbero consentito un aumento esponenziale quanto illegittimo delle volumetrie destinate alla costruzione degli alloggi residenziali al posto del cinema Mediterraneo. Contro quest’operazione, avviata durante la campagna elettorale per le comunali, si schierò la compagine di sinistra “Rinascita”, che depositò una denuncia in procura. Ieri i responsabili di Rinascita hanno rivolto un appello a tutte le istituzioni affinché si faccia “totale chiarezza sul partito del mattone che a Pomigliano si nutre di torbidi intrecci”. Ma non è solo quest’ inchiesta sulla distruzione del vecchio cinema ad aver messo pesantemente in discussione la legalità della colata di cemento pomiglianese. Proprio di recente il parroco della chiesa madre, don Peppino Gambardella, ha vinto un ricorso al Tar con cui è stata bocciata una licenza comunale che l’anno scorso diede il via alla costruzione di un altro condominio, in via Firenze, a pochi passi dalla chiesa di San Felice. Ora l’edificio, ancora un rustico di due piani, risulta abusivo. Il Comune ne ha ordinato l’abbattimento. Anche in questa vicenda c’è di mezzo l’interpretazione del piano caso con una procedura giudicata del tutto errata.