Piano Casa a Pomigliano: il Tar boccia i ricorsi di progettista e costruttore

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Nessuna possibilità di accesso agli atti del Comune per un tecnico indagato. Bocciata anche la richiesta di un’impresa edile finalizzata alla riapertura del cantiere di un condominio in via Corradino, zona a sud della città    

Inchiesta sul Piano Casa: brutte notizie per costruttori e tecnici del settore. Il Tar ha bocciato i ricorsi di un progettista e di un’impresa di costruzioni. La prima bocciatura riguarda la richiesta al Comune di Pomigliano di una serie di permessi a costruire, richiesta fatta da un tecnico progettista indagato nell’ambito del procedimento giudiziario sui cantieri aperti ai sensi della legge regionale Piano Casa ma poi chiusi e sequestrati dal tribunale penale di Nola, tra la fine del 2020 e l’anno scorso. Intanto il Tar ha stabilito che il tecnico non potrà avere i documenti richiesti. La seconda bocciatura è invece relativa al ricorso di una società edile finalizzato ad annullare il diniego del Comune al rilascio di un permesso a costruire per la realizzazione di un condominio: anche in questo caso il Tar ha dato ragione al Comune. Il diniego è stato ritenuto legittimo. Ma torniamo alla vicenda del tecnico indagato nell’inchiesta edilizia.  Riguarda una richiesta di accesso agli atti presentata al Comune il 10 giugno del 2021. Una richiesta negata in via definitiva dall’ente il 7 dicembre successivo. Il tecnico, un architetto, avendo fatto presente di essere sottoposto a indagini penali da parte della procura di Nola legate al rilascio di titoli edilizi in violazione degli strumenti urbanistici e della legge sul Piano Casa, a giugno aveva chiesto al Comune la copia di 430 permessi a costruire erogati dal 2011 al 2016 e l’elenco dei titoli rilasciati o perfezionati dall’ente dal 2017 in poi. Ma nella sentenza amministrativa è stato stabilito che “né il Comune né il Tar possono sindacare sulla strategia processuale che l’interessato intenda adottare”. L’architetto ha comunque sostenuto che quei 430 permessi a costruire potrebbero dimostrare che l’errata interpretazione della legge, di cui è accusato dalla magistratura, non solo sarebbe corretta ma che questa stessa interpretazione sarebbe stata applicata anche da tutti gli altri colleghi beneficiari dei tanti permessi rilasciati. “In base ai documenti da lei depositati – ha però replicato il Tar – le accuse che la riguardano non sono relative a un’errata interpretazione della legge ma a carenze nella documentazione progettuale che hanno indotto in errore l’amministrazione nel rilascio dei titoli sulla base del Piano Casa”. “Non è dunque dimostrata – hanno concluso i giudici amministrativi – l’attinenza tra la documentazione richiesta (oltretutto si tratta di un numero enorme di titoli edilizi) e le esigenze di difesa dalle accuse documentate: l’istanza di accesso si dimostra emulativa ed esplorativa”. Caduto nel vuoto anche il ricorso di un’azienda di costruzioni che stava per realizzare un condominio in via Corradino, zona semiperiferica a sud di Pomigliano. Per raggiungere lo scopo l’impresa, dopo aver ottenuto dal Comune, retto dalla precedente amministrazione, un primo permesso a costruire, aveva abbattuto un edificio preesistente per dare il via alla costruzione di una serie di alloggi grazie all’ampliamento volumetrico consentito dal Piano Casa. Nel frattempo il cantiere è stato prima sequestrato dalla polizia municipale e poi dissequestrato per il fatto che i costruttori avevano accettato di ridurre le dimensioni del progetto. Quando però l’impresa edile ha chiesto al Comune un nuovo permesso per far ripartire il cantiere l’ufficio tecnico dell’ente ha comunicato, nel 2021, il diniego definitivo al rilascio di altri titoli e l’avvio dell’annullamento del precedente permesso a costruire, annullato dallo stesso Tar per alcune illegittimità. A quel punto l’azienda di costruzioni ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo invocando “l’eccesso di potere e l’erronea interpretazione delle norme da parte dell’ufficio tecnico”. Ma il Tribunale amministrativo pure su questa vicenda ha dato ragione al Comune: “Non è stata presentata alla municipalità la documentazione sismica”.