Parolisi travolto dall’indignazione dopo l’intervista choc: “Rispetto per Melania”

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Dopo l’intervista di Salvatore Parolisi diventata virale, migliaia di persone si sono letteralmente rivoltate contro le istituzioni, ed in particolare la giustizia italiana, per aver concesso delle ore d’aria all’uomo incriminato per aver ucciso sua moglie.

Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea uccisa nell’aprile del 2011, sta scontando una pena di 20 anni (inizialmente condannato a 25 anni, poi ridotti per l’esclusione dell’aggravante crudeltà), e proprio nei giorni scorsi, dopo 12 anni di reclusione, è riuscito ad ottenere un permesso premio di 12 ore. Non è bastato rivedere la luce e allontanarsi dalle sbarre del carcere, Parolisi si è subito donato ad alcuni giornalisti e ha sfogato tutta la sua rabbia nei confronti della giustizia italiana che avrebbe “preso l’uomo sbagliato”. Le prime parole di Parolisi ai microfoni riguardano la sua innocenza e l’ingiusta pena che sta scontando da 12 anni nonostante sostenga di non aver ucciso la moglie Melania. Dopo aver enfatizzato la dura vita che starebbe vivendo in carcere, l’uomo ha continuato a spiegare che non avrebbe mai potuto uccidere la moglie, ma che ogni tanto si lasciava andare a piccole “scappatelle” extraconiugali.

Dopo queste atroci parole, moltissime persone si sono rivoltate contro l’uomo che alla moglie non ha rivolto neanche un misero pensiero, ma si è focalizzato sul ripulire la sua immagine sporcata, a suo dire, dai media italiani e dai giudici che non avrebbero saputo fare il proprio lavoro incriminando un innocente.

Ed è proprio sull’onda di queste parole che la voce del popolo ha fatto sentire il proprio ruggito e continua a dichiararsi allibita nonostante siano ormai trascorsi giorni dall’intervento: migliaia i commenti in cui si rimarca quanto “l’egocentrismo” di quest’uomo sia spropositato ed indirizzato unicamente nei confronti della difficile situazione che starebbe vivendo da ormai 12 anni. “Un mostro che non si mostra nemmeno pentito per quello che ha fatto ma continua a dire di essere innocente” e ancora “come fa a guardarsi allo specchio la mattina dopo aver trucidato la moglie?” Oppure “meritava l’ergastolo e invece gli danno i premi!” Questa la rabbia di chi non ci sta, delle persone che non riescono a comprendere come si possa uccidere una persona con 35 coltellate e dopo soli 12 anni di carcere ricevere premi. Non una parola per la figlia né per la moglie morta in tragiche circostanze, l’unica ossessione del Parolisi è provare con qualche subdolo giochetto psicologico, peraltro messo in scena in modo pietoso e per nulla convincente, a ripulire se stesso da un crimine abominevole che egli stesso ha commesso anni fa. Le indagini hanno portato fin dall’inizio a lui: l’unico con un movente, l’unico ad avere i mezzi necessari e, soprattutto, l’unica persona vicina a Melania ma in realtà lontana anni luce dalla donna a causa dei tradimenti andati avanti per anni che la donna non riusciva più a sopportare.

Probabilmente Salvatore Parolisi non ammetterà mai di aver ucciso a sangue freddo sua moglie, ma la famiglia della donna e tutti gli italiani che hanno seguito la vicenda per anni, non cadranno mai nella trappola dell’assassino che prese la vita di Melania Rea con 35 coltellate.