Il sindaco avv. Luca Capasso e Vincenzo Caldarelli, consigliere delegato ai “lavori pubblici” e alla cura del “verde pubblico”, hanno voluto che venisse risistemato il sentiero “storico” che portava i pellegrini della Madonna di Montevergine dai giardini di Palazzo Medici al “tuoro” su cui sorge la Chiesa. Quel sentiero, oltre a svolgere una funzione reale e pratica, ha anche un alto valore simbolico, di cui il sindaco avv. Capasso e il consigliere Vincenzo Caldarelli sono pienamente consapevoli.
Grazie all’impegno e, mi permetto di aggiungere, alla sensibilità del sindaco avv. Luca Capasso e del consigliere delegato Vincenzo Caldarelli sono in pieno svolgimento i lavori per risistemare il sentiero che porta dal Palazzo Medici alla chiesa consacrata, dal 1883, al culto della Madonna di Montevergine. La risistemazione serve anche a favorire l’accesso dei fedeli e del pubblico alla festa che torna mercoledì 8: tornano i riti religiosi, torna lo spettacolo della “tammorra. Lunedì pubblicheremo la locandina con il programma completo. Quel sentiero è stato, dal 1883, un “segno” complesso, profondamente innestato nella storia della nostra città. Il culto della Madonna di Montevergine venne costituito a Ottajano non per sostituire quello della Madonna del Carmine, come ho letto da qualche parte, ma per venire incontro alle esigenze delle centinaia di Ottajanesi che a maggio e a settembre si recavano al santuario di Mercogliano affrontando un viaggio che non costava poco. Quel sentiero divenne, fin dai primi anni, la strada della penitenza: raccontano le cronache che i pellegrini ad ogni passo si inginocchiavano e pregavano. E nella chiesa “scorrevano”, in un devoto “votta votta“, fiumi di lacrime: lacrime di ringraziamento, di speranza, di “mea culpa”. Il culto di “Mamma Schiavona“ – il culto della Madonna Nera – ha da sempre rappresentato il luogo “spirituale“ in cui i Vesuviani celebrano il trionfo del sentimento sulle forme della malizia con un pianto di consapevolezza, di rimorso e di purificazione, la cui musica di sottofondo non può essere che il ritmo ossessivo della “tammorra“: l’urto della musica che sgretola il muro dell’ ipocrisia e della dissimulazione. Quel sentiero oggi risistemato diventa il simbolo della speranza che la Madonna Nera sconfigga definitivamente questa terribile pandemia, e ci dice, quel sentiero liberato dalle sterpaglie e messo in sicurezza, che il destino della nostra città oggi più che mai dipende dal rinnovato amore per tutti i valori che la Montagna ha rappresentato e rappresenta. Ho sempre pensato che il culto della Madonna di Montevergine e la festa siano state istituite a Ottajano, in quel remoto 1883, perché tutti gli Ottajanesi capissero, grazie alla chiara concretezza dei simboli, che, essendo imminenti l’autonomia di San Giuseppe e molto vicina quella di Terzigno, solo un nuovo rapporto con la Montagna poteva garantire la solidità del modello sociale e del sistema economico della nostra città. Fu una scelta “strategica” su cui dobbiamo riflettere anche oggi, in questi amari giorni di crisi totale. Dunque, si ricomincia: con l’augurio che già dall’anno prossimo alla luminosa storia della festa ottavianese si aggiungano capitoli degni del passato, capaci di dare concreta testimonianza del fatto che questa crisi totale è finita.

