Ottaviano: il prof. Michele Montella lascia la dirigenza dell’I.C. “D’Aosta”

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Il preside Michele Montella va in pensione. Negli anni della sua dirigenza la complessa attività dell’Istituto si è sviluppata nella prospettiva di due principi fondamentali: la centralità della “persona” dell’allievo e la classe intesa come comunità che si costruisce ogni giorno. I “saperi” dell’immagine e i “saperi” della parola. La “locandina” che correda l’articolo è un piccolo omaggio alla sapienza filmografica del preside Montella.

 

La cultura è per Michele Montella quel sistema di cui dicevano  J.L. Borges e Italo Calvino che deve costruirsi sui “saperi” dell’immagine e su quelli della parola: una cultura che si interroga, che si apre, che sa ascoltare, che difende coraggiosamente i propri principi e che sa ammettere coraggiosamente i propri errori. Ai  “saperi” dell’immagine mi piace ricordare che l’I.C. “ D’Aosta” dedicò il “M.Art”, un laboratorio multimediale che permise agli allievi di incominciare a confrontarsi con i complessi “linguaggi” dell’ arte del Novecento, seguendo un suggestivo “percorso” costruito nelle aule che si affacciano sul chiostro dell’ex Liceo, e sperimentando la capacità dell’arte di consolidare lo spirito della democrazia: era proprio questa l’idea che aveva sollecitato il prof. Montella a promuovere il progetto. Per tutto l’anno scolastico 2016- 2017 gli alunni “costruirono” il modello di una città ideale in cui i ragazzi potessero trovare tutte le risposte di cui avevano bisogno, nel segno della cooperazione, e nella prospettiva di valori assoluti. La “città dei tesori” essi vollero che diventasse “città visibile”: come città “sostenibile”, capace di tutelare l’ambiente; come “città” che racconta gli splendori della Natura e i miracoli della Scienza; come “città delle relazioni umane”; come “città che vive pienamente” il Parco del Vesuvio; come città capace di promuovere l’arte, la creatività e l’uso corretto delle reti informatiche. Nella costruzione della loro “città visibile” gli alunni affrontarono quell’affascinante “viaggio” che è il saper “vedere” la realtà che ci circonda e il ragionare per simboli: e quale sia il patrimonio di verità che ogni parola contiene gli alunni dell’ I.C. “D’Aosta” lo hanno sperimentato anche nei numerosi incontri con scrittori e attraverso il ruolo che i loro docenti hanno assegnato, nell’attività didattica, al sapere storico. Mi piace ricordare che l’ I.C. “D’Aosta” ha intitolato l’auditorium a Giulia de’ Medici, la prima signora di Ottajano: un elegante omaggio al ruolo della donna nella storia, e un documento dell’attenzione che i docenti e il preside hanno sempre riservato alla storia della nostra città. Ma il progetto più interessante e “decisivo” realizzato dall’Istituto durante la dirigenza del prof. Montella è stato quello dei “Consigli di Cooperazione”, ispirato chiaramente ai principi del costruttivismo di George Kelly e alle riflessioni di Freinet e di Freire. “Ci corre l’obbligo di sottolineare il valore culturale di questi Consigli: i ragazzi incominciano a scoprire il senso e il ruolo della comunità e del proprio “essere” all’interno di essa, e a porsi il problema del corredo linguistico indispensabile per chi voglia configurarsi come parte attiva del sistema, nell’assoluto rispetto dei diritti degli altri, nella tutela dei propri diritti e della propria autonomia. Nello sviluppo di questa luminosa esperienza i ragazzi incominceranno a “sentire” e a capire che l’individualismo ha un senso solo se si confronta senza sosta con lo spirito della comunità, e che i valori della cittadinanza si realizzano con questi esercizi e non con quelle parate, quei concorsi e quelle feste che alla fine servono solo ad alimentare una insana competizione tra gli studenti e tra le scuole.” Così scrisse, presentando il progetto dei Consigli,  una collaboratrice del nostro giornale. Molto altro potrei dire: ma credo che questo basti per dimostrare che il preside prof. Michele Montella ha messo sempre al centro dei progetti e dell’attività dell’ Istituto la “persona” di ogni allievo e l’idea della classe come comunità che si costruisce di giorno in giorno. Nella lettera di commiato indirizzata ai docenti egli ha scritto: “ Se vi è possibile, rimanete fedeli al sogno di una scuola non competitiva, silenziosa, lenta, non violenta, centrata sull’apprendimento, sulla conoscenza, sulla cooperazione.”.

Michele Montella, esperto impareggiabile di filmografia, sa che le strade della cultura alla fine vanno sempre verso il domani; ma sa anche che sono molti i ricordi dei giorni trascorsi a Ottaviano di cui egli può  essere orgoglioso fino alla commozione.