Giovedì 28 aprile Ottaviano intitola una strada al dott. Aurelio Trusso.
La cerimonia di intitolazione si svolgerà giovedì 28 aprile, a partire dalle ore 10.30. Porterà il nome di Aurelio Trusso la strada che congiunge la Clinica Trusso con piazza Durelli. Nel cortile del Convento annesso alla Chiesa del Carmine parleranno dell’illustre medico, protagonista della storia di Ottaviano nella seconda metà del ‘900, il sindaco e altri oratori.
Cosa fece il dottor Aurelio Trusso, sindaco di Ottaviano, durante la festa di San Michele dell’ 8 maggio 1947.
Francesco Aurelio Trusso (1908- 1992) nacque a Miglionico (Pz), dove il padre, ufficiale dei carabinieri era di stanza, e trascorse la sua adolescenza a Tortorici, a Rionero del Vulture e ad Alassio, che furono le sedi di servizio del padre. Infine si stabilì in Ottaviano, completò gli studi, nel 1936 conseguì a pieni voti la laurea in medicina all’Università di Napoli e presso l’Università di Pavia si specializzò in Clinica Chirurgica. Francesco Aurelio Trusso, che tutti chiamavano Aurelio Trusso, partecipò alla II guerra mondiale in Russia e sul fronte greco-albanese, e dal 1946 fino al 1956 svolse l’attività di chirurgo a Napoli, presso il “pronto soccorso” dell’Ospedale degli Incurabili, come “aiuto” dei proff. Fazio e Carone. Nel 1947 egli fondò a Ottaviano la Clinica Trusso. Il dottor Aurelio fu anche sindaco di Ottaviano, e anche come sindaco lasciò il segno della sua autorevolezza e dell’amore che portava per la città. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale il vescovo di Nola, Camerlengo, tentò di cancellare la secolare tradizione del “volo degli angeli”, momento significativo della processione di San Michele, patrono di Ottaviano: già i vescovi nolani del secondo Ottocento avevano bollato il “volo” come rito pagano. L’8 maggio del ’47 il parroco della Chiesa di San Michele, don Francesco Saviano,avendo appreso che, nonostante gli avvertimenti della Curia, si sarebbero tenuti i “voli” secondo tradizione, non diede il suo assenso a che la statua di San Michele “ ‘o piccerillo ” uscisse dalla chiesa. Il popolo incominciò a ribollire, le voci a concitarsi: le teste erano ancora scaldate dai vapori della guerra, e i nervi erano scossi dalla nera miseria di quell’anno durissimo. Per fortuna il sindaco di Ottaviano era il dott. Aurelio Trusso, che aveva accettato l’incarico, sollecitato non solo dai partiti, ma anche dalle istituzioni di Napoli. Il dott. Aurelio Trusso fece esattamente ciò che l’intelligenza, la saggezza e il rispetto dei ruoli pretendevano che egli facesse. Con quella sua voce che nell’ira diventava aspra e metallica pregò don Francesco Saviano e gli altri sacerdoti di ritirarsi in sacrestia e ordinò ai fedeli di prendere la statua e di avviare la processione. Il corteo sfilò per le vie con i priori delle congreghe al posto dei parroci e gli “angeli” si alzarono in volo in tutte e quattro le piazze. Il clero ottavianese comunicò a Nola che il sindaco aveva preso la drastica decisione per impedire una sommossa: il vescovo prese per buona la versione, e non adottò i severi provvedimenti che aveva minacciato di adottare. Giovedì gli oratori racconteranno altri episodi in cui si manifestò la personalità del dott. Aurelio Trusso.

