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Luca Capasso, sindaco di Ottaviano, tramite un post su Facebook ha informato i cittadini dell’entrata in vigore di nuove ordinanze fino al 14 marzo per provare a fronteggiare questa terza ondata di covid-19

 

 

Il coprifuoco verrà anticipato di un’ora, alle 21, fino alle 5, inoltre non si potrà sostare nelle piazze o per le strade, fumare in luoghi pubblici a meno che non si sia isolati, circolare in auto con persone che non siano conviventi, non si potrà circolare dalle 18 alle 5 con motocicli, scooter e minicar se alla guida ci sono minorenni. E poi ancora obblighi per esercizi commerciali, bar, gelaterie, ristoranti e similari che il Sindaco ha spiegato su Facebook.

Purtroppo la situazione sta di nuovo degenerando. Questa settimana ad Ottaviano ci sono stati 40 contagi in più rispetto alla scorsa, nonostante il numero dei tamponi eseguiti non sia aumentato di molto. Questo vuol dire che c’è ancora chi continua imperterrito a non rispettare le norme anti-Covid, anche le più semplici, come indossare la mascherina (in modo corretto) o mantenere le dovute distanze di sicurezza.
In giro per le piazze ci sono ancora persone di tutte le età che sostano anche per ore, allegramente in gruppo, senza forse considerare l’entità del problema. E il problema c’è e in qualche modo deve pur essere risolto. La soluzione sembra essere dietro l’angolo: la zona rossa. In Campania ormai gli Ospedali sono quasi di nuovo al collasso, le ambulanze arrivano dopo ore, il personale, sempre lo stesso, è sfinito.
Ogni giorni ci sono circa 2.000 contagi in più, numeri che dovrebbero mettere i brividi e invece non hanno più effetto sulle persone.
Quando un infermiere fa un appello alla cittadinanza pregando tutti di restare a casa e non rischiare la pelle, viene snobbato o addirittura insultato, perché tanto è una storia già sentita, e accusato di terrorismo psicologico. Eppure è un anno che questi professionisti non possono fermarsi, devono continuare a lottare contro un virus che uccide e potrebbe uccidere anche loro. Ma c’è qualcuno che ancora decide di fare feste private, di incontrarsi nelle piazze, nelle case, come se il peggio fosse passato.
Ma il peggio non è passato e non passerà fin quando non si seguirà la linea del rispetto e del bene comune.