In un comunicato il sindacato USB denuncia una serie di irregolarità nei servizi finalizzati al mantenimento di condizioni igieniche adeguate nei nosocomi
L’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero per il prossimo lunedi 6 novembre nei servizi di pulizie e igienizzazione degli ospedali di Nola, il Santa Maria della Pietà, e di Castellammare di Stabia, il San Leonardo. La difficile decisione assunta dall’Usb giunge dopo un faccia a faccia in prefettura tra il sindacato e l’azienda Copma srl, che gestisce l’appalto delle pulizie e dell’igienizzazione dei due ospedali dell’area metropolitana di Napoli per conto dell’Asl Napoli 3 sud. Secondo quanto riportato in un comunicato dell’Usb, attraverso cui è stato annunciato lo sciopero dalle 11 alle 19 di lunedi con sit in dei lavoratori dell’appalto Copma davanti agli ingressi dei due nosocomi, sul tappeto della vertenza ci sono vari problemi, alimentati dal disappunto dell’Unione sindacale di base scaturito dal fatto che i sindacati confederali hanno stipulato accordi “senza – è il giudizio dell’Usb – l’approvazione reale da parte dei lavoratori”.
I Problemi
I motivi dello sciopero sono molteplici. “Dopo anni di lavoro si ha diritto a un contratto integrativo – è scritto nel comunicato dello sciopero – che comprenda i ticket restaurant, considerando anche il fatto che i lavoratori Copma non hanno un posto in cui consumare il pasto. Inoltre – si aggiunge – il premio di risultato deve essere legato alla produttività effettiva del lavoratore e monetizzato in proporzione e non attraverso un welfare fantasma. C’è poi – continua l’Usb – la questione delle presenze, che l’azienda rileva attraverso i telefoni cellulari di ciascun lavoratore. Si tratta però – secondo il sindacato – di una procedura in contrasto con la normativa vigente, che prevede la rilevazione delle presenze attraverso l’installazione nei luoghi di lavoro di un rilevatore elettronico del badge”. Le altre rivendicazioni puntano sulla necessità di “aumentare al massimo le prevenzione per la sicurezza sul lavoro” e di “avviare un confronto per aumentare le ore di lavoro agli addetti con contratto part time non volontario adeguando l’organico alle reali necessità lavorative”. L’Usb infine invita l’azienda a “non minacciare trasferimenti altrove nei riguardi di chi non si adegua alle sue imposizioni”.

