Intercettazioni, perquisizioni e anche una ricerca facebook. Ecco come i militari sono arrivati agli assassini. Che hanno confessato. Sono i figli del boss di Castello di Cisterna (Na).
Il procuratore capo Paolo Mancuso: ” Intercettazioni, facebook, perquisizioni: tutto ha contribuito alle indagini. Stanotte i due sono stati individuati a Scalea, mentre persone loro vicine gli portavano cibo, vestiario, rifornimenti. Ma alla fine i due hanno sostanzialmente confessato. Una confessione dettagliata. Conclusa questa parte della vicenda “. Il generale dei carabinieri De Vita: ” Con questo gesto Anatoliy ha dimostrato un senso di cittadinanza che va oltre il normale senso civico. E voglio ringraziare anche la famiglia per la dignità dimostrata nonostante questo immenso dolore, al punto tale che loro hanno deciso di rimanere in Italia. Dovevamo onorare questa famiglia. E’ stata un’operazione che ha visto l’Arma agire in modo corale: gruppo, Ros, Cio, che ci hanno aiutato a fare un forte pressione sul territorio. Esiste anche un Paese in grado di dare risposte. Poi, il tema della sicurezza: è la precondizione. Ma ora si può dire che anche in questi territori lo Stato c’è. Deve essere uno spunto di riflessione. Bisogna vedere la parte piena, non solo quella vuota. Molti degli uomini che hanno partecipato a queste indagini sono tornati volontariamente dalle ferie. Colonnello Luca Corbelotti: ” All’inizio è stata molto dura. Si sono allontanati dalla zona nel giro di 24 ore. Ci hanno fatto perdere le loro tracce. Ma grazie alle nostre informazioni siamo riusciti a trovare la pista giusta per riagganciarli “. Maggiore Michele D’Agosto: ” La rete di videosorveglianza aveva comunque lasciato una serie di lacune. Per cui gli elementi iniziali erano abbastanza scarsi. Ma il travisamento troppo curato ci ha lasciato il sospetto che fossero del posto. il fatto che poi uno dei due abbia reagito in modo così violento per salvare il compagno durante la colluttazione con Anatoliy ci ha fatto pensare che ci fosse un legame molto stretto tra i due. Inoltre la loro stessa latitanza iniziale ci ha messi sulle loro tracce. Stavano in una contrada di campagna di Scalea “. De Vita: ” Il ritrovamento di un fucile e di una pistola nell’area di Cisterna è stata inoltre la dimostrazione della pressione esercitata nel territorio “. D’Agosto: ” Sono cose che succedono anche per soldi “. Mancuso: ” Laddove ci sono le risorse si possono affrontare in modo efficace. Ma la questione è che cosa c’è prima e dopo. La questione è anche per esempio la Cisternina. Cisternina e Salicelle per esempio: un degrado storico. E il degrado storico purtroppo produce emarginazione. Purtroppo vediamo poco sul fronte della riabilitazione “. De Vita: ” Ma bisogna puntare sulla speranza. La speranza è un monito “. D’Agosto: ” Un ruolo fondamentale è stato facebook. Dalle foto abbiamo notato alcuni indumenti che abbiamo riconosciuto “. Mancuso: ” Il rapinatore che entra nel supermercato arma in pugno è Marco Di Lorenzo. Poi Gianluca Ianuale ha raccolto la pistola durante la colluttazione. E’ stato lui a sparare “. Corbellotti: ” Il Dna: tutto quello che abbiamo repertato lo abbiamo mandato al Racis “.



