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Oligarchi in cerca di fidanzati

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A pelle direi che la grande stampa, figlia, nipote e proprietà dei grandi uomini di potere che contano in Italia (De Benedetti, Della Valle, Cairo, Agnelli), augurano, si augurano e sperano in una vittoria del centrodestra piuttosto che del Movimento 5 Stelle.

È così palese il loro tentativo di indebolire l’immagine del Movimento che i loro giornali, cartacei e online, sono diventati ridicoli e illeggibili. Un esempio? Campeggia da giorni come prima notizia la mancata restituzione dei soldi di alcuni deputati dei 5 Stelle (non è reato, ma una violazione del loro patto interno) e non quella del consigliere regionale di Fratelli d’Italia della Campania, Luciano Passariello, ora candidato alla Camera col centrodestra, accusato di reati gravissimi quali finanziamento illecito dei partiti aggravato dalle finalità mafiose.

Avete notato se ci sono clamore e prime pagine  per lo scandalo che ha investito il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, il cui figlio Roberto, assessore a Salerno per diritto dinastico, è inquisito per corruzione nell’ambito di una inchiesta su appalti e smaltimento di rifiuti? Poco o niente, mentre veleggia a tutto spiano la notizia della mancata restituzione di alcuni deputati dei 5 Stelle o della lite familiare tra la moglie e il capitano di fregata Gregorio De Falco (diventato famoso il 13 gennaio 2012 per aver intimato a Schettino di non abbandonare la Costa Concordia mentre affondava).

Senza contare il siparietto di alto livello comico che hanno il coraggio di mettere in scena tipi come Matteo Renzi e Alessandro Sallusti, che parlano di etica, morale, inquisiti, liste sporche e – udite udite – di onestà. Il Sallusti è il direttore de “Il Giornale”, il cui padrone si chiama Silvio Berlusconi e…ho detto tutto.

Matteo Renzi è quello che passa le soffiate a De Benedetti per fargli guadagnare illegalmente 600mila euro in un solo giorno; è il figlio di uno implicato nello scandalo Consip; è quello che ha composto le liste elettorali nelle quali sono stati candidati oltre 20 inquisiti, indagati, accusati di reati seri e gravi.

Gli oligarchi dell’editoria italiana sanno per certo che il Pd e il centrosinistra sono spacciati e non contano più a nulla. Perché questi signori temono i 5 Stelle e a loro preferiscono il grande vecchio (anche intronato) Silvio Berlusconi?

Ma perché l’ex cavaliere, plurindagato, condannato per frode fiscale, approfittatore delle nipotine di zio Mubarak, garantisce appoggi, amicizie, clientele e agganci, lo status quo, la conservazione della gestione del potere nelle mani dei soliti noti.

Tutto legittimo, per carità. Però fa schifo lo stesso.