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A Nola l’arte della lavorazione del vetro trova un suo spazio e una propria identità con il Museo dell’arte vetraria, ospitato dall’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo–Theti”. Aperto al pubblico, dopo l’inaugurazione dello scorso sabato, questo percorso artistico si sviluppa in due sale grazie al contributo dell’architetto Giuseppe Mollo e di Luigi Masullo.

La rivalutazione dell’arte del manifatturiero, un salto nel passato alla riscoperta di storici mestieri che ancora oggi sono capaci di realizzare opere uniche e di grande pregio. Un percorso artistico che ripercorre la storia di una tra le più antiche e raffinate pratiche artistiche, che nasconde dietro ogni sua opera manifatturiera il duro lavoro di mani che si sporcano, di storie di uomini che impiegano non solo lo sforzo fisico necessario alla realizzazione dell’opera, ma impreziosiscono ciascun prodotto, unico e originale nel suo genere, con quella passione che può provare solo chi nutre ed è realmente affascinato da un lavoro così complesso e delicato.

Un articolato apparato di atti, documenti, illustrazioni fotografiche e soprattutto il linguaggio che emerge dalle varie tipologie di manufatti, utensili, oltre a esemplari unici e strettamente artistici: è in quest’ottica che si potrà ammirare la mostra dotata di un così cospicuo patrimonio storico-culturale, ospitata all’interno di due sale allestite nell’ex casa del custode dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “Masullo–Theti”, in via Mario De Sena. La mostra è stata avviata dopo un minuzioso lavoro di restyling coordinato dall’architetto Giuseppe Mollo. Questo progetto così ambizioso è stato sostenuto in primis dalla dirigente, la professoressa Annamaria Silvestro, e anticipato da Luigi Masullo, il cui start originario si può ammirare nell’opificio per la lavorazione e produzione di oggetti e manufatti in vetro a Monteforte Irpino.

Questa mostra nella sua semplicità mira alla memoria dell’attività manifatturiera affinché non venga surclassata dalle moderne industrie e da macchinari che rendono ogni lavoro automatizzato. Il percorso artistico promosso per la città di Nola documenta il lavoro di intere generazioni impegnate in queste attività dal 1904. Inseritosi all’interno di un piano volto alla promozione di civile sviluppo che non può mai essere scisso dal ruolo della scuola, questo museo vuole ripercorrere la storia di un’arte antica, ma nel farlo sceglie una location che ben si confà al fine ultimo di promozione di questa cultura soprattutto attraverso i giovani, sempre più abituati a prodotti omologati, realizzati da macchine piuttosto che frutto del duro lavoro di abili artigiani.