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A Nola scoppia la polemica per le giostre che come ogni anno vengono posizionate in Piazza Armi in occasione della Festa dei Gigli. Emerge amarezza per questa scelta. Con la sospensione della Festa 2020 Cinzia Trinchese, precedentemente Assessore alla Cultura, incalza: «Tutto e il contrario di tutto. Questa è diventata la mia Città».

La città di San Paolino quest’anno si presenta nel mese del cosiddetto “giugno nolano” come un paese spento. Da quando è sopraggiunta nelle scorse settimane la conferma della sospensione della famosa Festa dei Gigli a causa dell’emergenza sanitaria, lo sconforto è subentrato tra i molti che ancora ci speravano.

Passando per i vicoli del centro storico e giungendo in Piazza Duomo, ogni anno ad attendere gli abitanti e i visitatori incuriositi ci sono sempre stati gli imponenti Gigli di legno, strutture mastodontiche che svettavano con rivestimenti curati in ogni dettaglio dalle migliori mani artigiane, pronti per la grande sfilata.

Quest’anno la kermesse ha subito un blocco in partenza. La pandemia ha causato la sospensione di ogni tipo di attività che potesse coinvolgere un numero tale di persone da creare assembramenti senza il rispetto dell’obbligatoria distanza di sicurezza.

Attualmente, però, a destare polemiche non è la Festa, il cui rinvio è stato accettato, sebbene a malincuore, dai cittadini fedeli al santo patrono, ma la questione riguarda le giostre. Ogni anno in occasione del “giugno nolano” viene allestito in Piazza D’Armi uno spazio dedicato alle giostre, particolarmente apprezzate da grandi e piccini. Rivederle lì anche quest’anno è apparso a molti come una scelta che si poteva evitare.

In merito a ciò si esprime Cinzia Trinchese, già Assessore alla Cultura, che manifesta il suo disaccordo: «Arrivano le giostre a Nola per il giugno nolano. Un giugno inesistente sotto ogni punto di vista. La Festa dei Gigli annullata per ovvie motivazioni. Il centro storico abbandonato al suo destino, la movida incontrollata. Quella che era isola pedonale si è trasformata oggi in area di sosta selvaggia. Il commercio in difficoltà. Non ci sarà la processione del busto di San Paolino, non ci sarà nulla e ad oggi 17 giugno, neanche “un segno” ad evocare la nostra amata Festa. Ma ci saranno le giostre e il tagadà. E gli assembramenti che “forse erano vietati”. Tutto e il contrario di tutto. Questa è diventata la mia Città».

(fonte foto:rete internet)