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 Sindacati del settore autostradale sul piede di guerra per la chiusura dei Punti blu del VI tronco. La chiusura è stata dettata da motivi di sicurezza legati all’epidemia, ma il parere dei sindacati è che le strutture, magari in forma ridotta, debbano restare aperte, ovviamente rispettando le necessarie misure di contenimento del contagio.

I Punti blu sono centri dedicati all’assistenza degli automobilisti nell’utilizzo delle casse automatiche, dei Telepass, e dei pagamenti di pedaggi in generale. Alcuni giorni fa è arrivato un provvedimento dei dirigenti del VI tronco della società Autostrade per l’Italia i quali a partire dal 16 novembre scorso hanno disposto la chiusura dei Punti blu nelle cosiddette “zone rosse”.
A protestare contro quel provvedimento sono ora le sigle sindacali Filt Cgil, FitCisl, Uiltrasporti e SlaCisal, i cui rappresentanti hanno inviato ieri una diffida all’azienda chiedendo la riapertura dei Punti blu. “E’ evidente – si legge nella diffida – che l’azienda ha pianificato solo secondo il proprio tornaconto, mirando ad ottenere i requisiti per richiedere al Governo le misure di ristoro o gli sgravi contributivi, misure che sono incompatibili con l’attivazione della cassa integrazione”
I sindacati hanno trasmesso il loro documento oltre che alla società, anche ai prefetti di Napoli, Salerno, Caserta ed Avellino. “Questa chiusura – conclude Francesco Manzi della Cgil – è in realtà destinata a creare disagi soprattutto all’utenza, cosa ovviamente da evitare”.

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)