Riprendono gli incontri in presenza del programma nazionale Nati per Leggere volto alla promozione della lettura per favorire momenti di crescita in famiglia anche in età precoce.
Il libro come momento di svago, ma anche e soprattutto di apprendimento. È fondamentale coinvolgere soprattutto i bambini nelle azioni più semplici, come leggere insieme. Perché leggere aiuta a fantasticare, a stimolare l’immaginazione alla scoperta di nuovi mondi e storie di cui nulla si conosce. Leggere riesce a favorire una crescita interiore, lo sviluppo cognitivo, linguistico e relazionale. Lo sa bene Nati per Leggere, programma nazionale socio-sanitario che con un attento lavoro di rete ha favorito la nascita di presidi locali costantemente in crescita. In Campania, tra le buone pratiche diffuse c’è quella dei Punti di Lettura NpL, spazi educativi per creare opportunità di incontro per bambini e famiglie con attività di lettura di relazione. Ne abbiamo parlato con Anna Riva di Nati per Leggere per approfondire le realtà campane coinvolte nella rete.
1. Che la lettura sia alla base della crescita dei bambini fin dalla tenera età, lo dimostrano le innumerevoli ricerche che i neuroscienziati hanno dedicato al settore. Non solo, quindi, una buona pratica per stimolare l’immaginazione. Leggere è soprattutto uno strumento educativo per favorire lo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e relazionale. E con “Nati per Leggere” si punta ad ampliare sempre più la platea per coinvolgere grandi e piccini nella pratica della lettura. Quando e perché nasce la rete in Campania e soprattutto con quali risultati in termini di adesioni nell’area vesuviana?
«“A libro aperto e cuore spalancato!”, sono le parole che accompagnano la storia di Nati per Leggere Campania dal 2010, anno in cui il progetto regionale issa le vele e prende il vento. Dopo nove anni dal primo convegno nazionale Nati per Leggere – che ebbe luogo proprio a Napoli con la partecipazione di Perri Klass, fondatrice del programma statunitense Reach Out And Read a cui NpL si ispira – un piccolo gruppo di pediatri e di educatori iniziano a impegnarsi affinché i benefici della lettura condivisa in famiglia si radicassero a Napoli e in tutta la regione. In questi anni, la famiglia Nati per Leggere Campania è cresciuta e con essa anche la rete grazie ad un paziente e faticoso impegno di volontarie e volontari che scelgono di formarsi e continuare a farlo affinché il Programma possa essere una risposta sempre adeguata e competente» spiega Anna Riva di Nati per Leggere Campania che aggiunge «Nell’Area Vesuviana, il viaggio nel mondo di Nati per Leggere ha avuto inizio nel 2014. Le prime storie sono arrivate tra le famiglie nello studio di un pediatra, il dott. Antonio Opallo, poi la nascita del Punto Lettura a Castello di Cisterna nel febbraio del 2015 è stata la concentrazione di diverse risorse del territorio costituendo la rete di comunità che ha condiviso l’orizzonte per favorire il riconoscimento di uno spazio di socializzazione, condivisione, integrazione e conoscenza. I #semidistorie, con il passaparola di grandi e piccini, ricchi di bellezza hanno germogliato su territori limitrofi come Acerra, Marigliano, Pollena Trocchia e Somma coinvolgendo altri pediatri, altri volontari, il motore della rete, ponti e antenne nella connessione delle risorse di un territorio. Nati per Leggere è un programma di comunità, vuole essere una risposta ai bisogni educativi dei nostri territori, garantendo anche nelle situazioni più complesse l’accesso ai libri di qualità e ai luoghi di lettura come segno di equità sociale e attiva operatori e volontari con l’obiettivo di sensibilizzare e azione di contrasto alle disuguaglianze».
2. La Campania, tra le buone pratiche legate alla formazione e all’educazione dei bambini, può vantare anche numerosi Punti Lettura NpL. Qual è il ruolo di questi presidi locali, in quali zone della Campania sono localizzati e in che modo genitori e bambini posso scegliere di aderirvi?
«In Campania i Punti Lettura NpL sono attivi presso biblioteche, associazioni e parrocchie, scuole dell’infanzia, pediatrie degli ospedali, case-famiglia, carceri, beni confiscati. Per NpL Campania, infatti, prendersi cura e proteggere significa impegnarsi affinché anche un bambino che nasce un contesto economicamente povero o deprivato di risorse educative e culturali possa avere le stesse opportunità di sviluppo del suo potenziale umano. Perché tutte le bambine e tutti i bambini hanno diritto alle storie. Una biblioteca – nella sua accezione più ampia – non è esclusivamente luogo di conservazione di libri, è anche e soprattutto un presidio di cittadinanza, democrazia, legalità, equità sociale e opportunità per tutti. Un luogo di condivisione e incontro, dove stabilire alleanze educative forti e audaci. In territori poveri di risorse culturali e servizi per l’infanzia come i nostri territori di appartenenza, dove i tassi di povertà educativa sono elevati e i fenomeni di criminalità e devianza disorientano vite giovanissime, seminare e dare continuità all’azione dei Punti Lettura è un atto di audacia. Come audace è perseguire ostinatamente l’idea che un bambino esposto alla lettura fin da piccolo sarà un adulto più consapevole, che pensa e agisce con la propria testa, “mai più schiavo”, come ci hanno insegnato Don Milani e Gianni Rodari interpretando il libro come strumento di emancipazione e di pensiero autonomo e liberante. È questo l’investimento sul capitale umano che Nati per Leggere Campania prova a fare attraverso la voce che, leggendo ai più piccoli e sin da piccolissimi, nutre il loro cervello, consolida la relazione, promuove buone pratiche sullo sviluppo, sostiene le competenze dei genitori e crea legami di comunità che nel tempo avranno ricadute positive nel tessuto sociale. Sul modello del primo Punto Lettura in Campania nato a Napoli, ne nascono altri in tutta la regione parallelamente allo sviluppo dei presidi locali, spazi generativi che creano occasioni di incontro e di relazione attraverso i libri e le storie» aggiunge Anna Riva di Nati per Leggere Campania.
3. Tante sono le iniziative sia a livello locale che nazionale promosse da Nati per Leggere, che negli anni ha potuto godere anche dell’appoggio delle scuole. Importante anche il “Premio Nazionale Nati per Leggere”, nato nel 2010 grazie al contributo della Regione Piemonte, Città di Torino e Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. In cosa consiste il premio? In tal senso, una collaborazione continuativa proprio con le scuole, luogo di formazione per eccellenza, potrebbe fungere da cassa di risonanza e favorire un ampliamento della platea, coinvolgendo sempre più famiglie in questa iniziativa?
«Ogni anno nuovi territori delle cinque province della regione si aggiungono alla rete NpL Campania: comuni, istituzioni sanitarie, organizzazioni del Terzo Settore, librerie, scuole dell’infanzia. Con queste ultime NpL Campania perfeziona modalità di cooperazione per fare ponte con le famiglie in particolare attraverso il viaggio offerto dal Premio Nazionale Nati per Leggere. Le scuole sono coinvolte – attraverso le giurie di bambini, genitori e insegnanti – nel Premio Nazionale Nati per Leggere, sezione “Crescere con i libri”, a cui la Campania partecipa come rete regionale dal 2015. L’imponente impegno dei volontari della Campania col Premio Nazionale ha un doppio obiettivo: sensibilizzare nuove famiglie e promuovere i principi della partecipazione attiva e della cittadinanza già dalla prima infanzia, attraverso linguaggi e strumenti adeguati ai bambini. Si aggiunge un nuovo significato all’azione potente veicolata dalle storie attraverso la lettura condivisa, che va nella direzione dell’affermazione dei diritti dei più piccoli: io posso scegliere, posso dire sì o no, posso esprimere liberamente il mio pensiero, quello che io penso conta. Alcune scuole dei presidi attivi Nati per Leggere del Vesuviano hanno accolto il Premio integrandolo nelle attività didattiche grazie al supporto delle volontarie e alla cooperazione di docenti e dirigenti, posizionandosi su strade vero orizzonti condivisi. Il Premio coinvolge anche i genitori, i nonni o altre figure adulte di riferimento diventando parte delle giurie. Le attività del Premio diventano un canale di contatto con le famiglie, di sensibilizzazione e di informazione, opportunità per fare esperienza della lettura dialogica e per viverne la potenza conoscendone i benefici. Il Premio Nazionale si svolge da tre anni presso il II Circolo di Somma e l’I.C. “Don Milani-Aliperti” di Marigliano e la scuola dell?infanzia “la Torre di Babele” di Pollena Trocchia. Per due anni si è svolto anche presso la scuola dell’infanzia dell’I.C. “A. De Gasperi” di Castello di Cisterna» spiega in chiusura Anna Riva.
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