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Tensione alle stelle ad appena 24 ore dalla scadenza per la presentazione dei candidati al consiglio comunale. A scatenare le polemiche è stato il tema delle liste pulite. Il candidato sindaco Giovanni Nappi ha infatti annunciato pubblicamente che chiederà al Comune l’elenco degli incarichi e delle consulenze affidati ai candidati o ai loro congiunti durante l’amministrazione retta dal sindaco uscente Massimo Pelliccia. Si tratta di una richiesta davvero di quelle pesanti, visto che si vocifera che Nappi già conosca alla perfezione il quadro della situazione su questo delicato fronte. Nel frattempo però il sindaco Pelliccia ha lanciato accuse durissime, ai limiti dell’insulto se non oltre, nei riguardi dei suoi avversari. Sulla sua pagina Facebook, dopo aver scritto di essere pronto alla presentazione delle liste, ha aggiunto di “disporre di centinaia di certificati penali per tutti i candidati”, cosa, questa, in ogni caso del tutto ordinaria visto che è la legge elettorale a obbligare il candidato a presentare il documento che ne attesti l’assenza di precedenti. Ma non è finita. Pelliccia nello stesso comunicato ha assicurato che le liste che lo sostengono “sono tutte pulite” e che “i certificati penali saranno pubblicati sui siti internet della coalizione”. Quindi il veleno rovesciato sul conto degli avversari. “Sfido gli altri a fare altrettanto con tutti gli scheletri negli armadi che si ritrovano – ha scritto il sindaco uscente – in fondo cosa potevamo aspettarci dalle accozzaglie create solo sull’odio e sull’affarismo?”. Infine il saluto ironico utilizzando le espressioni irriverenti brevettate dal leader della Lega, Matteo Salvini: “Noi rispondiamo con la trasparenza e la correttezza, un bacione e un sorriso per tutti”. A quel punto il web si è scatenato. Ai molti commenti compiaciuti messi sotto il post del primo cittadino se ne sono poi aggiunti altri, su altre pagine, sarcastici e pesantemente allusivi non solo nei riguardi di Pelliccia ma anche nei confronti di vari esponenti della sua compagine. Ma è stato l’intervento dell’ex presidente del consiglio comunale, rimosso nel 2017 dopo essere stato minacciato con dei proiettili fatti recapitare a casa, ad aver sparigliato tutto con l’annuncio di una precisa richiesta al Comune. Nappi tre anni fa aveva denunciato in consiglio comunale una sospetta speculazione edilizia. “Quanto alla trasparenza – ha annunciato il candidato l’altro giorno attraverso i social – trasparenza che è elemento indispensabile che ci coinvolge appieno, chiederemo all’amministrazione comunale di andare oltre quanto previsto dalla normativa, che chiede “solo” il curriculum e il certificato penale. Chiederemo di indicare per ognuno dei candidati nelle liste – ha specificato Nappi – i rapporti diretti o indiretti (figli, coniugi, fidanzati, parenti e affini) di lavoro o di collaborazione (incarichi diretti con l’ente o attraverso agenzie di lavoro o aziende appaltatrici) con l’ente”. L’esponente della coalizione composta da PD e da nove civiche ha motivato la richiesta di trasparenza spiegando che “lo dobbiamo ai giovani, a chi non ha parenti e affini nelle liste e al comune”.