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E’ una vittoria convincente quella con la SPAL. Il Napoli la vince nonostante qualche pericolo di troppo. Vince per 3 – 1, ma la sensazione è che avrebbe potuto farne almeno 5. Tentenna in alcuni frangenti, si fa raggiungere sull’1-1, raddoppia, e poi non c’è quasi più storia.

Copertina_Napoli-Spal_19-20Si sprecano gli aggettivi per questo Napoli rinato, che voglio descrivere con tre caratteristiche, che ben ritraggono questa squadra e proprio i 3 gol segnati contro la SPAL. La prima caratteristica è il colore, che si origina dalla classe dei suoi giocatori, è classe quella che infonde a Mertens l’impavido coraggio di fare lo scavetto e segnare il primo gol, grazie ad un’imbeccata perfetta di Fabian. Il Napoli è duro perché quando vuole resiste alle deformazioni permanenti, è duro, non si scalfisce. Ne è un esempio Callejon, lo spanish sniper, sottotono, in partenza, ma pur sempre capace di quella durezza d’animo e quella convinzione che servono per mettere a segno il secondo gol. Ma non può mancare la duttilità, la capacità di modificarsi senza rompersi, di essere qualcosa di diverso. Ne è un esempio il gol di Younes, il piccoletto Younes, appena entrato, si butta in area e segna di testa, lui, di testa.

E’ un Napoli dalle mille facce, e tutte si mostrano all’unisono contro piccoli e grandi. In questo articolo ti ho parlato di Napoli – SPAL utilizzando strumenti e concetti che non conosco come la gravità o le galassie. Ad Ingegneria le studiano nell’esame di Tecnologia meccanica, che parla delle proprietà dei materiali. Il Napoli è colorato e duro come un topazio e duttile come l’oro.