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Napoli – Parma sta facendo parlare di sé soprattutto per il dopopartita, in campo arriva una vittoria, forse nel dopopartita una mezza sconfitta.

La partita non è quella che ti vorresti godere sul divano di casa tra patatine e coca cola, e pur senza piccole incertezze, il Napoli è sembrato educato, attento e concentrato. Al Napoli veniva richiesta una solidità che era mancata nelle ultime settimane. La squadra è stata abbastanza solida, ma ha bisogno del gesto estemporaneo di Elmas, serpentina al limite dell’area, per arrivare al vantaggio. E nel secondo tempo Politano bissa il risultato, bello l’abbraccio con Gattuso. Potrebbe arrivare anche il terzo gol, il traguardo del centesimo gol per Insigne, palo scheggiato per l’azzurro. Lozano è sempre uno dei migliori, Insigne in giornata discreta, Ospina mai impegnato seriamente.

Ma è nel dopopartita che accade il meglio (o il peggio se preferite) della giornata azzurra. “Pane al pane e vino al vino”, ce lo ricorda Gattuso, persona verace, sincera, senza peli sulla lingua, forse troppo. Le dice tutte. Dice di non volersi interessare a quello che si dice all’esterno, ma se ne interessa. Ma lo posso capire, certe critiche possono lasciare il segno, non solo sulla squadra. Manifesta la giusta insofferenza verso coloro che lo hanno offesso, e non posso che unirmi a lui. Si lamenta di essere in continuazione sulla graticola. Pur confermando il buon rapporto col presidente, manifesta un certo dispiacere per qualcosa che si è mosso nelle ultime ore, forse in riferimento ai contatti che il Napoli avrebbe avuto con altri allenatori. L’allenatore è insofferente per quello che sta accadendo. Non è un segnale di distensione, non so se questo possa minare la sua posizione, già non pienamente salda negli ultimi tempi. La squadra sembra essere con il mister, il rapporto di Gattuso con la società non è più saldo al 100%. Però, devo essere onesto, come ho già fatto nei miei ultimi articoli. Mi rivolgo direttamente a te mister, Rino, non puoi negare che nonostante questa squadra non stia lottando per la retrocessione, avrebbe i mezzi e le possibilità di renderci felici. Questa squadra deve scendere in campo e giocare partite degne, neanche lontanamente paragonabili allo scempio che abbiamo visto in campo nell’ultimo mese e ancora prima delle vacanze natalizie. Quindi le offese personali vanno assolutamente rimandate al mittente, ma il Napoli di questo periodo non è degno del nome che porta. E giocatori e allenatore sono i responsabili. Spero, però, che queste ultime due partite siano segno di un ritrovato stato di cose, e anche di un continuo risveglio, pane al pane e vino al vino.