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Un nuovo inizio. Dopo mesi di inattività, il calcio italiano ritorna a muovere i suoi passi, i suoi primi passi, e lo fa con le due semifinali di Coppa Italia, che per ovvie ragioni, sono sembrate, a tratti, delle partite di precampionato. Tocca al Napoli, dopo il passaggio del turno della Juventus.

Copertina_Napoli-Inter_CILa Partita. Il San Paolo è vuoto, ospita l’Inter, che dimostra di voler fare di tutto per passare il turno. Sembra la prima della classe, che vanta le sue conoscenze, ha studiato le funzioni e ha fatto anche le equazioni differenziali. Mette sotto il Napoli, passa subito in vantaggio per una svista di Ospina, straccia e allarga il Napoli. Il Napoli sembra uno studente che torna dopo l’estate e ha dimenticato come si risolvono le equazioni di secondo grado. Soffre, l’Inter giostra, cambia campo, è più forte, corre di più, arriva prima sulle palle. Suonano le voci degli allenatori, lo stadio è muto, e il Napoli pure. Ma il Napoli resta in piedi grazie ad Ospina. Il portiere azzurro cade su un grafico di funzione, ma ricorda come si calcolano le derivate. Salva in porta, e lancia lungo per Insigne (scomodando quel Pepe balistico, che un tempo ci deliziava con prodezze simili). Insigne ha letto un mio vecchio articolo, è scaltro, conosce le leggi della meccanica quantistica, la palla passa in mezzo alle gambe del difensore avversario, e Mertens percorre l’unica geodetica possibile. Lui invece sa come risolvere le equazioni di campo di Einstein, sa la Relatività Generale. Nel secondo tempo, l’Inter cala, dopo un primo tempo a mille, il Napoli resiste, i cambi danno respiro ad entrambe le compagini. Ospina è chiamato spesso in causa, salta e salva, ti disegna anche delle funzioni a due variabili e te ne trova pure minimo e massimo. Stretti, attenti e precisi. Pro e contro in un pareggio prezioso. E poi, Maksimovic riscopre la forza di gravità, Mertens è l’Einstein del Napoli, Ospina gli fa ripetere le equazioni differenziali.

Un futuro da studente modello. E’ un buon inizio, un pareggio che significa finale, poi si continuerà con il campionato, con un ritmo forsennato. E’ un Napoli tra un’addizione e le equazioni di campo di Einstein, sperando che ricordi le prime e anche le seconde, in attesa della finale.