Affidato a Salute Donna uno sportello antiviolenza al Cardarelli, il maggiore ospedale in Campania.
Molte donne passano dal pronto soccorso dopo percosse e violenze E’ consuetudine che, anche di fronte ai palesi segni di ciò che è loro accaduto, i medici non facciano che registrare le cause denunciate dalle donne, spesso accompagnate dall’autore delle violenze, o peggio da quest’ultimo.
L’errata percezione anche delle vittime su cosa significhi farsi “refertare”, causata da errori comunicativi e mancanza di informazione, fa sì che spesso le donne siano prive, quando ci sarà la volontà di denunciare, delle prove. Inoltre va detto che il maltrattamenti e le lesioni fisiche costituiscono una “sintomatologia” che precede il femminicidio.
La refertazione non equivale a una denuncia, è un supporto indispensabile per le vittime: le aiuta a prendere coscienza dei rischi a cui sono esposte. Questa insieme al sostegno di esperte in ambito ospedaliero è il minimo dovuto per garantire la salvezza e la salute delle donne. Solo così ognuna di noi in determinate condizioni può davvero decidere.
Si chiama Codice Rosa.
Dobbiamo chiederci perché questa non sia la regola: noi lo diciamo da sempre che dovrebbe esserlo.
Dopo l’esperienza del San Paolo, il primo ospedale nel quale Salute Donna ha condotto il progetto e la pratica, ora il più grande Ospedale della Campania e uno dei maggiori al Sud mostra che non solo è possibile ma si deve.
L’ospedale sarà “sotto una nuova luce”: illuminato di rosso per la giornata internazionale contro il femminicidio, dal 21 novembre a tutto il 25
UDI di Napoli



