Napoli al voto, Carlo Buonauro: “Attaccare le istituzioni è un errore”

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Il magistrato Tar entra nella polemica sull’esclusione di alcune liste del centro destra

 

 

 É molto preciso Carlo Buonauro nel parlare dei problemi che ha comportato l’esclusione di alcune liste a supporto del candidato sindaco Maresca. Secondo il candidato del Centro Democratico (che sostiene il candidato sindaco Manfredi) è stato controproducente per il centro destra attaccare la magistratura, dopo le pronunce dei giudici amministrativi  

 

Dove hanno sbagliato gli incaricati del deposito delle liste?

Dal punto di vista giuridico ovviamente mi limito a prendere atto di quello che i vari gradi di giudizio hanno indicato parlando di incompletezza documentale e di irritualità degli atti. Quello che va rimarcato è che le norme che regolano questa materia non sono certo messe a caso o senza scopo: tendono infatti ad assicurare che le varie liste non vengano create artificialmente, ma siano invece radicate effettivamente nel tessuto civico di riferimento, perché lo scopo della creazione di una lista è quello di rispecchiare il corpus dei votanti.

E dal punto di vista politico cosa si deduce dalla vicenda delle esclusioni?

Ecco, la riflessione vera sull’argomento deve essere questa: tutto quello che è accaduto ci parla di un centro destra spaccato e privo di una dirigenza forte. Questo ha provocato, per effettuare i vari adempimenti, la corsa contro il tempo finale che è stata evidentemente deleteria.

E gli attacchi alla magistratura degli ultimi giorni lei trova che siano stati dannosi?

Vede, gli errori in quel caso sono stati almeno due: in primo luogo, ripeto, le norme che sono state applicate sono di quelle poste a presidio del sistema democratico, e come tali molto importanti, ma poi c’è da dire che più in generale attaccare la magistratura vuol dire aumentare il clima di sfiducia verso le istituzioni da parte della cittadinanza. E questo è esattamente quello di cui le istituzioni non hanno bisogno.

Parliamo però anche dei problemi della città.

Certo. Un dato che sta emergendo nuovamente in queste ore è la forte richiesta diffusa di sicurezza e di legalità, che poi è la condizione preliminare per l’esercizio del vivere civile. Per raggiungere questo scopo si dovrebbe attuare prima di tutto un serio e capillare piano serio di videosorveglianza in tutta la città.

Questo basterebbe?

Sarà opportuno anche potenziare il corpo della polizia municipale e mettere in campo un più stretto coordinamento con le altre forze di polizia che operano sul territorio.