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In primo piano il polo dei rifiuti, dietro l'area ex Montefibre con la Friel, a sinistra l'inceneritore
In primo piano il polo dei rifiuti, dietro l'area ex Montefibre con la Friel, a sinistra l'inceneritore

Il progetto è imponente: produrre 9 milioni di metri cubi all’anno di gas metano dal trattamento di oltre 80mila tonnellate di rifiuti organici e di scarti vegetali. Rifiuti che poi saranno trasformati in compost, un fertilizzante per l’agricoltura. Il piano è stato consegnato dalla “New Green Fuel srl”, con sede a Napoli, agli uffici del dipartimento Ambiente della Regione Campania. Il 23 luglio prossimo sarà sottoposto all’esame per l’eventuale via libera. L’appuntamento è stato fissato dalla Regione. Sarà la conferenza dei servizi, convocata per l’occasione, a decidere. Conferenza che è composta da Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Acerra, Consorzio Asi, Ente Idrico Campano, Asl e Arpac. Saranno valutati i documenti prodotti dalla New Green srl ai fini del rilascio dell’autorizzazione a realizzare il nuovo impianto. L’azienda ha individuato l’area di 41mila metri quadrati in cui dovrà sorgere la struttura. Si trova nella Montefibre di Acerra, il colosso chimico dismesso ormai da anni e in gran parte smantellato. All’interno, in località Pantano, si è insediata da tempo la Friel, una grossa centrale a biomasse che produce energia elettrica bruciando olio di palma. Quest’attività produce anche un fumo costante che fuoriesce dal vecchio camino della Montefibre. E’ una località, quella tra il “Pantano” e il “Pagliarone”, zeppa di strutture dedite allo sfruttamento dei rifiuti. Accanto all’area ex Montefibre è infatti attivo da undici anni il più grande inceneritore d’Europa, gestito dalla milanese A2A. E nel frattempo all’interno di questo enorme perimetro industriale sono sorti decine di impianti di stoccaggio, trattamento e smaltimento di ogni sorta di scarti. Un concentrato di aziende denominato “Polo dei rifiuti di Acerra”. Qui negli ultimi tempi sono state diverse le richieste giunte alla Regione, domande finalizzate al via libera per la realizzazione di altrettanti impianti per lo stoccaggio e il trattamento. Una di queste richieste è stata bocciata dal Tar Campania, due anni fa. L’azienda “C-sette” voleva realizzare un impianto di stoccaggio e trattamento da decine di migliaia di tonnellate ma in quell’occasione è stata fermata dalla magistratura amministrativa. Intanto però altre due aziende del settore già operanti nell’area industriale di Acerra avevano chiesto ampliamenti di notevole consistenza. Contro i progetti di tutte queste società si sono scagliati gli ambientalisti locali guidati da Alessandro Cannavacciuolo e il vescovo della diocesi, Antonio Di Donna. Ora però è in arrivo la centrale di compostaggio anaerobico per la produzione di metano dalla decomposizione dei rifiuti organici. Sul suo conto si deciderà tra poco più di due settimane. Un altro impianto “gemello”, ma dalla portata inferiore (37mila tonnellate di rifiuti organici), è stato presentato alla Regione dalla Biotech, anch’essa con sede legale a Napoli. La richiesta di autorizzazione prevede la realizzazione del nuovo impianto Biotech nei pressi del depuratore di Caivano, ubicato in località Omomorto, a pochi metri dal confine con il territorio comunale e con l’area industriale di Acerra. Per questo secondo impianto non è stata ancora presa una decisione dalla conferenza dei servizi istituita presso la Regione. “Realizzare impianti di tale portata significa affossare per sempre i nostri territori – l’allarme lanciato da Alessadro Cannavacciuolo – ad Acerra e ad Afragola proprio di recente i carabinieri del NOE hanno sequestrato migliaia di tonnellate di compost sospetto versato nei campi coltivati. Se questo è il prodotto di impianti del genere significa che l’intera zona è destinata a diventare una mega discarica a cielo aperto”. In Campania c’è però fame di impianti per il riutilizzo dei rifiuti. Le cifre del resto la dicono lunga sulla pericolosità della situazione. In questa regione si producono 2milioni e 543mila tonnellate di rifiuti. La raccolta differenziata ne comprende 1milione e 400mila tonnellate. Intanto c’è un piano predisposto dalla Ragione per la realizzazione di impianti privati e pubblici. In progetto ci sono 14 di impianti di compostaggio aerobico per la sola produzione di fertilizzanti agricoli. Il primo è in costruzione a Pomigliano. Avrà una capacità di trattamento annuale per un totale di 24mila tonnellate di organico.