Metalmeccanici campani in sciopero, braccia incrociate nelle fabbriche del Nolano e del Vesuviano

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Numerose le adesioni nella regione secondo quanto riferito da Fim, Fiom e Uilm   

 

Secondo quanto reso noto, poco fa, ufficialmente dai sindacati si sarebbero registrate      adesioni “altissime” allo sciopero indetto per oggi contro le attuali condizioni di vita delle famiglie dei lavoratori. Adesioni molto numerose, sempre secondo quanto riferito da Fim Fiom e Uilm, nell’ambito dell’astensione di 4 ore proclamata nei comparti industriali della Campania.

                                La mappa dell’astensione

Sciopero dunque nel polo delle grandi fabbriche di Pomigliano e poi a Nola, al Fusaro e fino a Caserta ed Avellino. Una protesta che ha avuto come scopo quello di rivendicare la centralità del settore metalmeccanico nell’economia italiana e l’apporto che ad esso viene dato quotidianamente dalle tute blu del Mezzogiorno d’Italia.

     Le rivendicazioni

Sempre in base ai comunicati di Fim, Fiom e Uil sarebbero stati molti i reparti rimasti fermi nelle fabbriche  Stellantis, Avio Aero e Leonardo, vale a dire nei più grandi impianti della produzione di automobili e di componenti aeronautici della Campania. I sindacati metalmeccanici chiedono intanto al governo risposte concrete su salario, precarietà, ammortizzatori sociali, legalità, salute e sicurezza, investimenti, politiche industriali, transizione ecologica, digitale, energetica e tecnologica. Oggi presidi unitari delle tre sigle sinbdacali si sono tenuti davanti alle Prefetture delle cinque province campane. Lo sciopero, nelle intenzioni del sindacato, è una tappa del percorso di mobilitazione “per chiedere all’esecutivo Meloni di affrontare i tanti tavoli di crisi e di mettere in campo un piano industriale che impedisca la desertificazione industriale in particolare al Sud”.