Le tredicesime del 2019, quelle che dovevano essere erogate più di un mese fa, non sono ancora giunte nelle tasche dei 300 tra tecnici, medici e infermieri della sede centrale di Acerra del centro polidiagnostico Medicina Futura (150 addetti) e delle altre tre strutture dell’azienda sanitaria convenzionata con la Regione Campania, strutture che si trovano a Nola e nei quartieri napoletani di Fuorigrotta e Poggioreale. Per questo motivo ieri Medicina Futura ha convocato i sindacati nella sede aziendale, ad Acerra, allo scopo di discutere di questa che le organizzazioni di categoria giudicano come “una violazione dei rapporti che legano l’impresa alle normative vigenti”. L’appuntamento è fissato al prossimo lunedi 27 gennaio. L’incontro è il frutto di una “procedura di raffreddamento” avanzata dai sindacati proprio allo scopo di ripristinare il diritto dei lavoratori al conseguimento delle tredicesime. Nella riunione del 27 si discuterà anche del mancato rinnovo dei contratti a termine per biologi, tecnici e infermieri ai quali è stato proposto di firmare un contratto, il “Federlab”, con un’altra società, giudicato dai sindacati “più conveniente per l’azienda nonostante una recente sentenza del tribunale del Lavoro secondo cui è stato dichiarato illegittimo il cambio unilaterale di contratto”. Intanto la Cgil funzione pubblica della sanità privata ha annunciato che Medicina Futura ha perso in via definitiva il braccio di ferro giudiziario con Carlo Del Vasto, il sindacalista della Cgil FP licenziato nel 2015 e poi reintegrato sia in primo grado che in Appello. La Cassazione ha infatti respinto l’ultimo ricorso dell’azienda contro il reintegro. Carlo Del Vasto è stato assistito dall’avvocato della Cgil di Napoli, Raffaele Ferrara.

