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Pomigliano, le operazioni di rimozione dei rifiuti dalla discarica di masseria Chiavettieri
Pomigliano, le operazioni di rimozione dei rifiuti dalla discarica di masseria Chiavettieri

Lo sblocco è giunto dopo l’accoglimento da parte del tribunale dell’istanza di dissequestro presentata dai proprietari dei terreni   

Maxi discarica di Pomigliano, il tribunale dà l’ok: partita la bonifica, dopo 30 anni di sversamenti incontrollati. Dunque, spunta finalmente almeno una notizia positiva sul fronte ambientale nelle terre dilaniate dall’ecomafia. Sono infatti scattate ieri le operazioni di rimozione dei rifiuti dalla grande discarica abusiva di masseria Chiavettieri. La situazione si è sbloccata grazie all’accoglimento da parte del tribunale di Nola di un’istanza dei proprietari dei terreni su cui insiste lo sversatoio fuorilegge. I magistrati hanno quindi dissequestrato i 50mila metri quadrati dell’invaso zeppo di immondizia, formatosi a partire dai primi anni ’90, tra case e palazzi. Il tribunale ha dato ai proprietari 60 giorni di tempo, a partire dal dissequestro, per rimuovere i rifiuti. E i titolari degli appezzamenti hanno infine incaricato una ditta specializzata che ha iniziato stamane la bonifica. Ma c’è un altro aspetto positivo nella vicenda perché a questo punto il Comune di Pomigliano potrebbe non essere costretto a procedere in danno, inizialmente a proprie spese, per il risanamento, come di solito accade nella Terra dei Fuochi. Certo, tutto dipenderà dall’andamento delle operazioni di pulizia, in questo momento effettuate da due bobcat e una ruspa. “Finora – spiegano gli operai sul posto – abbiamo messo da parte i rifiuti che abbiamo trovato. Se dovessimo invece ravvisare qualcosa di sospetto nel suolo allora chiameremo l’Arpac”. Se non dovessero esserci particolari intoppi le operazioni di rimozione dei rifiuti superficiali termineranno entro la fine della prossima settimana. Resta però l’interrogativo sui controlli. Ci sarebbe bisogno della presenza di un organismo statale o territoriale preposto. Affidare alla libera interpretazione di una ditta, sia pure specializzata, un’opera del genere, peraltro di queste proporzioni, a prima vista non appare esattamente come una scelta oculata. A ogni modo l’iniziativa dei proprietari dei terreni di dare il via alla bonifica a loro spese è stata favorita dal fatto che l’area in cui insiste la discarica illegale è edificabile ai sensi del vigente piano regolatore, per cui ha un valore di mercato molto superiore a un appezzamento delle stesse dimensioni ma a destinazione agricola. Del resto su una cospicua fetta dell’area da ripulire pende una concessione edilizia per un comparto da decine di appartamenti. C’è però anche un altro motivo che ha favorito l’avvio della rimozione dei rifiuti: il risanamento dell’area potrebbe costituire un’attenuante nell’ambito del procedimento penale avviato a carico dei proprietari a seguito del sequestro. La discarica di masseria Chiavettieri era stata sequestrata dai carabinieri forestali a marzo dell’anno scorso con un’operazione che fece scalpore. Proprio mentre i militari apponevano i sigilli in questa zona letteralmente disastrata, dall’altra parte della città, in località aria di Settembre, veniva inaugurato il cantiere dell’impianto di compostaggio.