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Marigliano, l’idea di un PUC partecipato per poter contribuire al destino della comunità

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In qualche modo è triste dover constatare che una riconosciuta professionista mariglianese, Filomena Iovine, protagonista della scena politica in città negli ultimi anni in qualità di consigliere di minoranza, abbia dovuto cogliere l’opportunità della nuova sfida vissuta a Pomigliano d’Arco, dove al momento occupa il ruolo di assessore all’urbanistica nella giunta del sindaco Del Mastro, per dare forma a una iniziativa di grande sensibilità istituzionale: il piano urbanistico comunale partecipato.

Come annunciato lo scorso 11 marzo dal primo cittadino pomiglianese, infatti, l’amministrazione sta ultimando la fase di studio per il nuovo PUC che verrà adottato nei prossimi mesi e per l’occasione Del Mastro, in sinergia con il suo assessore, l’architetto Iovine, ha deciso ragionevolmente di rendere partecipe la cittadinanza, che potrà proporre idee e progetti confrontandosi direttamente con il responsabile dell’urbanistica e dei lavori pubblici: “Il piano urbanistico” – ha commentato il sindaco – “non è solo lo strumento attraverso il quale il Comune gestisce e pianifica l’utilizzo del suolo, ma si trasforma in una grande opportunità per tutti i cittadini”.

Quello che è stato definito dall’ente comunale “un momento di condivisione e crescita comune per tutta la città” introduce nel nostro territorio un’azione amministrativa di assoluto buonsenso che dovrebbe essere adottata anche da altre giunte, al fine di offrire ai cittadini una corrispondenza in termini di fiducia reciproca e idee nelle strategie di progettazione della città.
I residenti di Pomigliano hanno di tempo fino al 15 aprile 2021 per inviare suggerimenti e proposte tese al miglioramento della loro città: a guidarli nella transizione verso la comunità del futuro troveranno appunto Filomena Iovine, che nella sua Marigliano non ha mai trovato terreno fertile per questa ed altre piccole grandi rivoluzioni civiche. Al massimo ci si è fermati alle osservazioni ex post, come previsto in generale per i piani urbanistici, quando però il raggio d’azione dei cittadini è ormai abbastanza circoscritto. Nel caso pomiglianese, invece, a essere valorizzata è la visione di città che ogni cittadino ha, che ciascuno alimenta nel corso del tempo o che conserva gelosamente per anni.

L’iniziativa promossa da Del Mastro e Iovine, nel voler consegnare un destino alla comunità, stabilisce l’importanza della “comunità di destino”, riconoscendo il bisogno che tutti gli attori (protagonisti) siano coinvolti sulla scena.

La stessa cosa potrebbe e dovrebbe accadere anche a Marigliano (come altrove), dove per la prima volta la giunta ha dato spazio a un assessorato per la pianificazione territoriale, guidato dall’architetto Anna Terracciano: per questo motivo, contando sulla sensibilità dell’assessore e del sindaco Jossa, l’auspicio è che anche in città possa essere sviluppato un discorso di partecipazione alle dinamiche che interessano lo sviluppo urbanistico della città e, di conseguenza, quello virtuoso della comunità, da tempo bisognosa di un luogo a misura d’uomo (e di donna e di bambino) da poter chiamare casa.

Tra l’altro è interessante sottolineare come da qualche mese sia diventato assessore all’urbanistica proprio il geometra Michele Cerciello, una persona di navigata esperienza che nel corso degli anni ha dimostrato anche una profonda conoscenza del territorio. Diverso tempo fa l’attuale assessore manifestò (senza mai esplicitarla pubblicamente) l’intenzione di acquisire al patrimonio comunale un edificio da tempo in disuso, quasi abbandonato, che si trova alla fine di via Guglielmo Marconi e che affaccia anche su via Aniello Alise, dall’altra parte: l’idea di Cerciello sarebbe stata quella di abbattere la fatiscente struttura e aprire, così facendo, un vero e proprio varco che avrebbe fatto comunicare le due strade, oggi collegate (per le auto) solo in virtù di un largo giro che prevede l’obbligo di tornare su Corso Vittorio Emanuele.

In giallo l’edificio posto tra via Marconi e via Alise, nel quartiere San Nicola

Evidentemente l’idea non è più praticabile perché l’edificio in questione sembra essere stato riqualificato, almeno nella parte che dà su via Aniello Alise: diversamente sarebbe stato possibile concentrare nella frazione di San Nicola un percorso ciclo-pedonale, utilissimo per collegare, ad esempio tramite una nuova via Sant’Antonio interdetta alle automobili, due scuole primarie come la “Settembrini” di via Casafalco e il Primo Circolo “Siani” lungo Corso Umberto. In un’ottica di ridimensionamento del traffico veicolare e della valorizzazione dei percorsi in sicurezza per giovani alunni e famiglie, questa sarebbe potuta essere un’idea da prendere in considerazione anche per premiare la peculiarità dei nostri centri storici, qual è anche quello di San Nicola.

Quella appena descritta, insieme ad altre, potrebbe essere solo una delle tante proposte da inoltrare all’amministrazione nel caso in cui decidesse di aprire la pianificazione territoriale anche alla cittadinanza. Un’altra idea riguarda via Sarno, al limite sud della frazione di Miuli: lì, dove giace morente un marciapiede ormai ricoperto dai rifiuti e dalla vegetazione quasi mai oggetto di manutenzione, sta prendendo lentamente forma un enorme, gigantesco vivaio in via di allestimento su un vasto terreno di proprietà dell’Università “Suor Orsola Benincasa”. Sarebbe bello se si pensasse di realizzare un percorso ad hoc per le camminate e l’attività motoria all’aria aperto con vista sul verde che nel corso del tempo sicuramente verrà incrementato all’interno del costruendo vivaio, dove per fortuna stanno tornando tutte le piante che nel resto della città di Marigliano hanno fatto, purtroppo, una brutta fine. Certo, da un lato ci sarebbe l’autostrada (le cui reti di separazione andrebbero ripristinate, soprattutto in alcuni tratti), ma il vivaio costeggia anche parte di via Masseria Verduzio – una strada tristemente nota per l’ormai datato ritrovamento di una cisterna completamente interrata con il suo carico di tossicità – e l’idea di realizzare un percorso che accompagni la ripresa di uno stato di salubrità della zona potrebbe davvero incontrare lo stato di necessità dei residenti, e non solo.

D’altra parte accogliamo con bonario affetto l’invito dell’ex assessore all’ambiente, l’avvocato Giovanni Ricci, che stimola i mariglianesi a frequentare la Vasca San Sossio e in particolare la sua timpa, confezionata dalla passata amministrazione per favorire la passeggiata: tuttavia non va dimenticato che la zona, proprietà della Regione Campania, attende ancora una seria bonifica (rimozione dei rifiuti e caratterizzazione richiesta da ARPAC già nel 2016) e che la “confezione” va comunque curata, attraverso una corretta manutenzione, per consentire ai cittadini di poterne fruire.

Gli stessi cittadini che sicuramente vorrebbero essere ascoltati e coinvolti nella redazione dell’imminente piano urbanistico, anche se è già stato adottato (l’iter è partito da tempo) e lo spazio per interagire e incidere non potrà essere molto.

Vale la pena ricordare, infine, che proprio negli ultimi giorni la Città Metropolitana di Napoli, nell’ambito del “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”, ha approvato il progetto elaborato dal Comune di Marigliano, intitolato “Abitare tra centro e periferia”, candidandolo così al corposo finanziamento (circa quindici milioni di euro) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In attesa di poter partecipare attivamente, contribuiamo almeno incrociando le dita.