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Parte da Marigliano il grido di protesta dell’associazione OPI (Orgoglio Partite Iva): una iniziativa di denuncia tesa a sbloccare l’economia e far partire il commercio ora che le l’emergenza sanitaria, causata dalla pandemia di COVID-19, sembra scemare.

Nelle ultime ore alcuni commercianti, tra cui il noto gestore dell’omonima, rinomata pasticceria, Federico De Girolamo, hanno inscenato una protesta di grande impatto, collocando dei manifesti mortuari sulle saracinesche abbassate dei loro esercizi commerciali e facendosi immortalare in una posa che quasi ricorda l’iconografia cristologica. Un po’ come a voler dire: “ci avete messo in croce”.

Fautore dell’iniziativa è Fabiano Esposito, libero professionista e imprenditore, ma in questo caso soprattutto coordinatore regionale del movimento “Orgoglio Partite Iva” che prova a veicolare e diffondere la protesta collettiva. Il popolo delle piccole e medie imprese rivendica il proprio diritto a esistere: Marigliano è capofila nella vertenza che intende fare rispettare il diritto al lavoro e alla libertà d’impresa, sancito dalla Carta costituzionale. L’intento dell’azione è quello di premere sull’acceleratore nel breve periodo per la riattivazione di tutti gli esercizi commerciali e delle professioni. Le priorità individuate dall’associazione sono le seguenti:

1) risarcimento danni reali cagionati dal blocco lavorativo indotto;

2) indagine sulla validità delle autocertificazioni e relative limitazioni della libertà personale (art. 16 della Costituzione, etc.);

3) azzeramento debiti pregressi con agenzia delle Entrate – Riscossioni;

4) fiscalità di vantaggio;

5) Nuova riforma per fallimenti. Stop alla moltiplicazione dei debiti che rendono impossibile il pagamento. Stop pignoramenti sulla prima casa;

6) Innalzamento del limite attuale dei contanti a 5.000,00 Euro e abolizione dell’obbligo dell’uso del POS;

7) Cancellazione dal GRIF per ogni soggetto che abbia documentato il perché del numero delle rate inevase, e cancellazione dal circuito bancario delle pregresse segnalazioni al GRIF per rate saldate o chiuse a saldo e straccio;

8) Eliminazione acconti Iva;

9) Eliminazione degli studi di settore, ISA con determinazione del reddito analitico;

10) La merce non venduta dai negozi di abbigliamento e simili (magazzino) non può essere considerata per l’anno successivo come anticipo tasse anche per chi ha contabilità ordinaria;

“Quelle elencate – afferma Esposito –  sono solo alcune priorità per permettere alle Partite Iva di ripartire dopo lo stop delle attività indotto da Governo, Regioni e Comuni, i quali hanno una responsabilità oggettiva nei fallimenti delle nostre imprese che hanno chiuso. Colpa di un sistema consolidato che usa le Partite Iva come Bancomat e delle scelte di governo ed enti locali che sono forti con i deboli e deboli con i forti, e che privano le Partite Iva di ogni diritto e calpestano ogni giorno la loro dignità, compresa quella del soggetto giuridico che le rappresenta”.

Per le tematiche attuali e anche per quelle pregresse, nel rispetto della Carta costituzionale e in ottemperanza alle vigenti leggi, lunedì 4 maggio 2020 gli iscritti all’associazione rivendicheranno il loro diritto a esistere con una protesta silenziosa davanti alle proprie attività.

Tuttavia, come abbiamo detto, qualcuno si è già attivato. Spicca sicuramente la presenza della famiglia De Girolamo, pasticcieri da generazioni: una protesta, la loro, che sottolinea anche un aspetto di questa crisi che in due mesi, come previsto, è mutata da sanitaria a socio-economica. È forse lecito domandarsi come mai, al netto delle riaperture ormai conclamate per bar e pizzerie (che da lunedì 4 maggio potranno operare anche l’asporto), le attività di pasticceria continuino a rimanere scientemente chiuse e non procedano alla ripresa, ovviamente rispettando i protocolli di sicurezza.