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In tempo di pandemia anche la scuola ha chiuso i battenti, destinando tutti gli sforzi sull’unica alternativa possibile: la didattica a distanza. Tuttavia, a differenza di altri settori, la scuola non ha ancora avuto la forza di riprendere la normale attività, tant’è che gli studenti torneranno fisicamente tra i banchi soltanto a settembre, dopo l’incognita della prima estate segnata dalla convivenza con il Covid-19.

Nel corso di una recente videoconferenza con il mondo della scuola, la ministra Azzolina ha dichiarato che, a seconda dello stato del virus, per dare sicurezza agli studenti si potranno prevedere “pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi” e, se necessario, “pensare a tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici”. Niente doppi turni né sdoppiamenti delle classi, almeno per il momento: ciò a cui si guarda è, piuttosto, una rimodulazione dell’unità oraria.

Anche a Marigliano, nonostante il ritardo della discussione, si leva finalmente una voce ed è quella di Filomena Iovine, consigliera di opposizione, la quale con una lettera indirizzata al sindaco Antonio Carpino, all’assessore con delega all’edilizia scolastica Veronica Perna e al responsabile del Settore IV, Sabato Esposito, richiede ufficialmente un tavolo tecnico politico per discutere del futuro delle scuole mariglianesi “già colpite da un diffuso degrado e che oggi devono al più presto essere adeguate per permettere a settembre le lezioni degli alunni in presenza”.

Fa notare la Iovine, architetto di professione, che “oggi, con l’esperienza dell’emergenza pandemica, dobbiamo ammettere che la politica di accorpare le scuole il più possibile per contenere costi e servizi, non si è dimostrata positiva… anzi, è il motivo principale della loro totale chiusura”. Le norme urbanistiche attuali, come anche quelle relative all’edilizia scolastica su scala nazionale, prevedono che le scuole primarie e dell’infanzia debbano rispettare il principio di prossimità, di conseguenza devono essere adeguate alla platea scolastica dei vari quartieri con un raggio di influenza di circa 300 metri.

Insomma urge la necessità di istituti scolastici che contemplino la presenza di ampi spazi aperti e giardini, con aule che rispettino gli indici di affollamento e i bisogni di areazione: “sarebbe opportuno allargare le scuole elementari togliendo le aule dell’infanzia e facendo diminuire il numero di alunni per classe e nel contempo avviare subito la costruzione di scuole materne antisismiche, ad un solo livello, efficienti e sostenibili, magari acquistando moduli prefabbricati certificati da collocare nelle aree di proprietà comunale destinati a parchi attrezzati”.

Un po’ come il plesso “A. M. Verna”, collocato in uno spazio a margine dell’area mercato e forse unico caso in città che sembra rispondere ai requisiti sottolineati anche dalla consigliera nel suo documento, a parte quello della prossimità.

Per questo motivo la consigliera Iovine auspica una pianificazione in tempo di pace, al fine di contrastare le emergenza con le migliori risposte possibili, da offrire ora senza ulteriori affanni. La proposta è quella di lanciare un concorso di idee per la realizzazione di una architettura scolastica primaria ad hoc, post virus, e per questo discutere ora un piano di ridistribuzione della platea scolastica, con annessa riorganizzazione dei servizi di trasporto e mensa.

“Marigliano può farcela se concentra oggi la sua attenzione sul problema”, chiosa la Iovine.