Con l’ordinanza n.37 del 22 aprile 2020 il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, aveva offerto uno spiraglio a quanti erano giustamente desiderosi di riaprire le attività commerciali. Il documento disciplinava, infatti, le aperture a partire dal 27 aprile di esercizi di ristorazione, cartolerie e librerie. Il governatore aveva parlato non a caso “di un primo passo e di un primo segno di rilancio delle attività economiche secondo una linea di responsabilità e di prudenza” che avrebbe richiesto da parte di tutti il rispetto rigoroso delle regole di tutela della propria e dell’altrui incolumità. “Il provvedimento – sottolineava De Luca – è articolato in maniera da diluire la mobilità nel corso della giornata ed evitare assembramenti. Sarà fondamentale rispettare tutti i dispositivi di sicurezza, pena sanzioni severe a carico degli inadempienti”.
A pochi giorni dalla riapertura è possibile fare un primo quadro della situazione anche a Marigliano, dove non sono poche le attività di ristorazione che hanno deciso di riaprire i battenti, attrezzandosi esclusivamente per le consegne a domicilio, previa ordinazione effettuata telefonicamente oppure online.
I primi riscontri confermano la sensazione che gli esercizi commerciali abbiano fatto un considerevole lavoro per adeguarsi alle nuove normative e rispettare i protocolli di sicurezza: eccezionalità che invero rischia di tramutarsi in consuetudine, se pensiamo che i prossimi a doversi abituare saranno proprio i clienti, quando anche l’asporto verrà ripristinato. Sì, perché a dover cambiare sarà tutta la filiera che dal produttore porta al consumatore, ancora rinchiuso e probabilmente provato dall’isolamento, ma chiamato a incidere sul cambiamento epocale che attende anche e soprattutto questa fetta di mercato.
I controlli effettuati dalle forze dell’ordine su tutto il territorio dell’agro nolano stanno testimoniando la bontà dell’impegno promosso dagli imprenditori – alcuni dei quali non hanno ancora aperto ma sono alle prese con le operazioni atte a consentire la ripresa – e per il momento si registrano grandi encomi nei confronti di chi si è voluto mettere in gioco e lo ha fatto con criterio, sacrificio e massimo senso di responsabilità.
D’altronde, ancora per diverso tempo, il delivery sarà l’unico strumento a disposizione di ristoratori, baristi e pizzaioli per esserci, in quanto anche i potenziali acquirenti non si potranno concedere fin da subito la fiducia per affollare nuovamente i locali.
“Occorrerà utilizzare i prossimi giorni per sviluppare tutte le operazioni di sanificazione e igienizzazione dei locali, in qualche caso chiusi da molte settimane, per sottoporsi a visite mediche e per preparare tutte le certificazioni necessarie dal punto di vista sanitario”, aveva avvisato Vincenzo De Luca, e in base ai controlli effettuati risulta che a Marigliano tutti abbiano fatto del proprio meglio, anche nell’offrire certezze al momento della consegna.
In città, solo per la consegna a domicilio e al netto dei controlli da parte delle autorità, per il momento hanno riaperto:
– Big one Marigliano, in via Isonzo
– AZZ CH PIZZ dei Fratelli Esposito, lungo Corso Umberto I
– Acqua & farina, lungo Corso Umberto I
– Antica pizzeria degli artisti, lungo Corso Vittorio Emanuele III
– Pizzeria Careca Gourmet, lungo Corso Umberto I
– Pizzeria Voglia Di Pizza, in via Pontecitra
– Ristorante-Pizzeria O’ Scialatiello, in via Padre Pio
– Pizzeria Da Pulcinella (F.lli Percuoco), in via San Rocco
– Hope Bistrot, lungo Corso Umberto I
– il Vagabondo, lungo Corso Umberto I
– GOLD BarFrutteria, in via G. Amendola
– Bellebuono, in via Nicotera/via Isonzo
– Oven.58 Pizza & Panuozzi, in via Luigi Mautone
– Ciccio’s Pizzeria, lungo Corso Umberto I
Dal Ristorante-Pizzeria O’ Scialatiello, situato a margine della frazione di Miuli, quasi al confine tra Marigliano e Somma Vesuviana, sottolineano che “la risposta dei cittadini è stata ottima e la prima sera non siamo riusciti ad accontentare tutti, ma il servizio continua”. I cittadini premiano in un colpo solo la loro attesa e la bontà di questa operazione di rinascimento enogastronomico, come testimoniano anche le cronache che arrivano da Napoli, dove ci sono attività che hanno sfornato fino a settecento pizze in poche ore.
Ricordiamo che per il momento, date le recenti disposizioni nazionali, il servizio di consegna a domicilio è vincolato ai confini del comune nel quale si esercita.
(foto dal web)

