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Come annunciato ieri dall’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Ricci, sono stati cantierizzati i lavori per la ristrutturazione dell’ex stazione Circumvesuviana collocata lungo Corso Vittorio Emanuele III. L’antico edificio, dismesso da oltre vent’anni insieme alla vecchia linea ferroviaria, diventerà la nuova stazione dei Carabinieri Forestali, come deciso dall’amministrazione Carpino negli scorsi anni: una scelta avallata da molti ma anche contrastata da qualcuno, in particolare dai membri del Collettivo Utopia che per anni hanno contributo materialmente alla riqualificazione del luogo, abbandonato dalle istituzioni, con opere di rivitalizzazione, organizzazione di eventi culturali e tanto altro.

Dopo la comunicazione dell’assessore, la polemica ha ripreso fiato: molti dei commenti che sono apparsi sotto al post di Ricci, a firma di alcuni protagonisti dell’associazionismo mariglianese e non solo, lamentano infatti una grave incongruenza nella decisione di trasformare l’ex stazione (Utopia) sostanzialmente in una caserma.

“Un grande errore dedicare quello spazio alla forestale. Questo significa non conoscere il territorio e le persone che da anni tentano di rianimarlo . Il collettivo Utopia ha reso quello spazio desolato un presidio di speranza, uno spazio sociale che non avete mai compreso. La restituzione alla città di uno luogo abbandonato da anni al degrado. Un posto bello che ci verrà dinuovo sottratto. C’è poco da esserne fieri” scrive Francesco Evangelista di Nova Koinè. Gli fa eco Alessio Malinconico di YaBasta – Restiamo Umani, senza nascondere una certa rabbia e sottolineando come il dispiacere sia davvero grande: “Dispiace che tutto il lavoro fatto in questi anni dal collettivo Utopia sia passato completamente inosservato dalle istituzioni: decine e decine di incontri culturali, filiera del km 0, il concertone del 1°Maggio Mariglianese che ha dato voce a decine di artisti locali, i bellissimi murales, lo spazio verde recuperato, la piccola libreria per lo scambio dei libri, la bacheca per l’informazione, le puntate di radio plaza”.

Proprio uno dei murales, quello realizzato dal compianto Walter Molli, artista mariglianese di respiro internazionale, purtroppo scomparso prematuramente, offre il fianco a ulteriori recriminazioni. Ora che i lavori stanno per iniziare, si domandano molti cittadini, cosa ne sarà dell’opera? A sottolineare la necessità inderogabile di salvare il manufatto interviene anche Dino Molli, padre di Walter: “C’è stata una precisa dichiarazione d’intenti del Sindaco. Immagino che ci siano dei problemi in merito, ma il murale è diventato parte del patrimonio artistico della città ed una parte non irrilevante della cittadinanza, e non solo mariglianese, vorrebbe continuare ad ammirarla. Ne ho avuto l’ennesima riprova visionando i lavori per il Concorso di Pittura al Liceo Colombo dedicato a Walter. Molti di essi hanno come opera di riferimento proprio quella di “Stazione Utopia”.

L’assessore Ricci ha replicato dicendo di aver rappresentato alla ditta l’intendimento di salvaguardare l’opera. Basterà? Intanto, però, proprio da Dino Molli arriva l’invito a produrre rapidamente anche un atto formale a livello progettuale, affinché le raccomandazioni alla ditta abbiano effetto.

Perché Walter vive se (la sua opera) sopravvive.

(foto da Facebook)