Luci in galleria è fuori.
IL LINK
Comincia con una ballad il 2022 di Luca Notaro, il bluesman napoletano capace di fondere sonorità americane e sensibilità autoriale.
Partito nella primavera del 2019, con la sua Back Again, confluita nel suo primo EP “About it”, il giovane autore in questi anni ha fatto parlare di sé con Blues #5 (Ubriaco di Autostima) e con Sai con la quale ha iniziato a mostrare la capacità di comporre brani intimisti ed esistenziali, accompagnati sempre da una musicalità ricercata e da una timbrica vocale calda e accattivante.
Il gusto per questo mood performante e colorato non si è perso nemmeno con la hit dell’estate del 2021: California – Napoli firmata con Ugo Crepa, foolviho, Alessandro Rase e Calmo.
Con quest’ultimo, nel tempo, si è consolidata una stretta sintonia musicale che li ha portati ad esibirsi in diverse occasioni insieme (l’ultima a Le Mura di Roma) e a siglare il brano Sospeso, confuso, rinato.
Partendo quindi da un’intensa attività artistica, Luci in galleria – che si avvale della produzione di foolviho e vanta la copertina di Mario Rainone – si inserisce in un percorso più ampio che mostra la capacità di raccontare la “vita”, in tutte le sue sfumature, attraverso una capacità evocativa molto presente e sembra attestare Luca a pieno titolo nel campo dei cantautori.
Il brano
Il brano, infatti, restituisce all’ascoltatore attento un’ambientazione urbana.
Ci immaginiamo Luca camminare per strada, tra la folla distratta e assorta nei pensieri e raccontare, in maniera spontanea, le sue sensazioni e la sua percezione emotiva.
Un chiacchiericcio da bar si introduce insieme al riff di chitarra acustica.
Le parole si appoggiano su questo pedale ritmico e ci viene presentata la scena.
C’è un “tu” a cui ci si rivolge che non appartiene a nessuno (sei terra di nessuno) e al quale però non si rinuncia ad approcciarsi.
Non importa se per una persona o una situazione; la strofa calca innanzitutto una “possibilità”. Le metafore si susseguono e presentano un desiderio senza possesso, un legame svincolato, un guardarsi da lontano, un distacco che si fa presenza.
Il ritornello è una danza tra lucciole, lucciole di periferia che rimandano appunto all’immagine – rilucente ed onirica – delle “luci in galleria”, impercettibili e fugaci, desiderose della propria intimità, della solitudine passionale del mare, del silenzio degli “amanti”.
Nell’ultima strofa Luca tiene insieme erotismo e dolcezza di un “lunedì” coscienziale, come a restituirci uno stato d’animo (e nello scatto più indeciso ti si vede il sorriso).
Il tempo delle immagini e della poesia si consuma in 2:37 e il pezzo si conclude ripetendo il ritornello.
Se c’è una caratteristica per cui vale la pena ascoltare Luca Notaro, questa consiste nella capacità di raccontare esperienze esistenziali profonde in una maniera leggera e al contempo riflessiva. L’ascoltatore non riesce a fare a meno di calarsi nella vicenda del cantante e si sente investito e assorbito riscontrando quanto ha di più proprio.
Sarà possibile ascoltare Luca Notaro sabato 2 aprile,
presso Sprits CnM di Napoli insieme a Calmo.
Copertina | Mario Rainone

