“Lu cuntu de lu brigante Barone” presentato in un’atmosfera magica tra canti e affreschi

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“Lu cuntu de lu brigante Barone”, scritto dalla prof.ssa Angela Rosauro, Dirigente dell’Istituto “Donizetti” di Pollena, è stato presentato a un pubblico attento nel salone di Villa Cappelli, decorato con gli affreschi “pompeiani” del ‘700. La corrispondenza di “immagini” e di “sentimenti” tra i temi del libro, gli oratori, il pubblico, il “luogo”,  le interpretazioni fascinose del Coro “ Gaetano Di Matteo” e dei raffinati violinisti, e le letture dei giovani attori ha fatto sì che la “serata” fosse una incantevole sequenza di emozioni.

 

POLLENA TROCCHIA – L’ing. Carlo Esposito, sindaco di Pollena, Paolo Perrotta, conduttore della serata e Carmine Cimmino hanno sottolineato, da tutti i punti di vista, l’importanza dell’impostazione che la prof.ssa Angela Rosauro ha dato al suo libro sul brigante Vincenzo Barone con l’intento di cogliere le radici psicologiche e le motivazioni sociali dei “fatti” della storia e di dimostrare che in ogni “pagina” di storia di ieri c’è la prefigurazione della storia di oggi: basta saperla “leggere”. Nel suo intervento la Rosauro ha confermato di essere stata spinta a raccontare l’avventura di Barone non solo come storica, ma anche come scrittrice di teatro dalla necessità di capire, al di là dei fatti documentati, chi era veramente il brigante, chi era Luisa Mollo, la donna che egli credeva “sua” e che lo tradì, qual era la sostanza psicologica della “guerra” tra “signori” e “plebe”.

 

L’esatta misura dell’originalità di Angela Rosauro scrittrice di teatro l’hanno data i due giovani attori Susanna Busiello e Vincenzo Castellone, magistrali interpreti di due passi della “pièce” che costituisce la seconda parte del libro. E a dare ragione agli oratori e alla scrittrice c’era l’incanto del “luogo” in cui si è svolta la manifestazione, il salone di Villa Cappelli, in cui gli affreschi del ‘700, dedicati a motivi della pittura pompeiana, ricordano, con il loro splendore, la vitalità di un passato che trasmette ancora i suoi valori al territorio, alla cultura “vesuviana” dello stare insieme e di “sentire” in modo particolare l’amicizia e il fascino del dialogo. Villa Cappelli, amministrata dalle Suore Compassioniste, è un “tesoro” che deve essere tutelato in ogni suo aspetto: il bosco, la meravigliosa terrazza panoramica, le sale, gli affreschi, i mobili, e i ricordi meritano di conservare intatta la loro luminosa bellezza e di aprirsi all’ammirazione di tutti.

 

I presenti – c’ era  anche il dott. Carmine Esposito, sindaco di Sant’Anastasia – hanno seguito i momenti della “serata” con una partecipazione di cui si avvertiva l’intensità, e hanno “scoperto”, con emozione, fatti, personaggi, immagini che ora fanno parte del patrimonio di ognuno: perché, come ha detto Carmine Cimmino, una delle caratteristiche della società vesuviana è la continuità, nel tempo, dei nuclei famigliari, dei cognomi, dei soprannomi: insomma, nel Vesuviano, l’impossibilità di separare nettamente il passato dal presente non è un principio astratto. E poi il canto.

 

Si dice, di solito, che durante le manifestazioni come quella di cui stiamo parlando gli interventi musicali servono a scandire le pause tra i momenti più significativi della “serata”: se si dicesse questo delle interpretazioni offerte dal coro “Gaetano Di Matteo” sarebbe veramente ingiusto, per due motivi: per il livello veramente alto della tecnica e dello stile che il coro, diretto dal Maestro Ciro Perna, ha esibito cantando  “A voce e sti Brigant” “ Pe’ dispietto” e “Brigante se more”, e per il “cuore” messo nel canto. E grazie a questo “cuore” sembrava, a un certo momento, che le “figure” dei briganti si disegnassero come figure presenti agli occhi degli ospiti che ascoltavano e “sentivano”, anche essi con il cuore. E hanno contribuito a prolungare la magia i violini di Ondina Furnari e Ferdinando De Simone. La prof.ssa Angela Rosauro, infine, ha ringraziato tutti, e tutti hanno ringraziato lei, che ha costruito le ragioni e il programma della splendida manifestazione.