L’ora del Napoli

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Professione: ladro. Merce preferita: orologi Rolex. Zona di “lavoro”: Milano. Segni particolari: tifoso del Napoli.

Potrebbe essere questa la scheda segnaletica dei cinque napoletani arrestati a Milano, impegnati a rubare orologi Rolex ma solo quando non era in programma la partita del Napoli. Quindi, se conteggiamo pure gli impegni di Champion, questi signori fregavano gli orologi ai milanesi per quattro giorni a settimana; domenica, o sabato, e mercoledì no perché troppo impegnati a seguire il Napoli calcio in casa o in trasferta.

Ora, non è che uno voglia giustificarli, questo no. Ma siamo sicuri che questi signori non rubassero per permettersi un posto nei Distinti, che per i prezzi che hanno sono un vero e proprio furto? Sicuri che non si intravede uno stato di necessità nelle loro rapine? Sicuri che non siano stati istigati a delinquere dai prezzi poco popolari delle partite?

Siamo curiosi di vedere all’opera gli avvocati di questi ladri/tifosi. In fondo, Milano è stato il regno della creatività leguleia al soldo di Berlusconi. Mirabile la teoria dell’utilizzatore finale, inarrivabile quella della nipote di Mubarak, commovente quella dell’uveite, usata per disertare i processi.

Al volo azzardiamo una motivazione creativa per quei tifosi/ladri. Il Napoli gioca bene, la squadra appare motivata, il primo posto è meritato. Rubano Rolex per convincersi che quest’anno sia arrivata per davvero l’ora del Napoli. In questo caso, gli vadano riconosciute tutte le attenuanti generiche.