Leonardo e Stellantis: segnali di ripresa dalle fabbriche del Sud

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Stipulati accordi di sviluppo per gli impianti aeronautici di Pomigliano e Nola: niente cassa integrazione per tutto il 2023. E nella fabbrica automobilistica do Fiat Panda e Alfa Tonale progressivo rientro a tempo pieno dei cassintegrati             

 

E’ ormai molto più di una semplice sensazione epidermica il fatto che nel polo delle grandi fabbriche del Sud, termometro dell’economia nel Mezzogiorno, stiano arrivando segnali di una tangibile ripresa post pandemica. A Pomigliano la crescita industriale, confortata dal dato record sull’occupazione in Italia, mai così alta dal 1977, in questa fase è trainata da numeri concreti che provengono proprio dai suoi stabilimenti più importanti, dalla Stellantis, dove si producono le vetture Fiat Panda e Alfa Romeo Tonale, e dalla Leonardo, produzioni aeronautiche. Appena di recente infatti alla Stellantis è stato raggiunto un accordo con i sindacati che entro qualche settimana consentirà a un numero complessivo di 1360 su 4300 addetti il ritorno al lavoro a tempo pieno dopo ben 14 anni di una cassa integrazione asfissiante.

Cig che si è acuita durante gli ultimi due, terribili, anni di Covid. Ma la nuova produzione del Tonale, sulla catena di montaggio da soli sette mesi, sta producendo benefici effetti. Nell’impianto automobilistico le attività sono in costante crescita, anche grazie al consolidato successo della Panda, l’auto più venduta in Italia. Intanto, appena la scorsa settimana, è giunta un’altra notizia positiva dal polo di Pomigliano. Alla Leonardo è stata stipulato un patto tra azienda e sindacati grazie al quale è stato stabilito che nel 2023 non ci sarà nessun provvedimento di cassa integrazione, sia nel grande impianto di Pomigliano, dove lavorano quasi 3000 persone, che nella fabbrica di Nola, dove sono impegnati circa 1000 lavoratori.  “L’analisi attuale dei carichi di lavoro – fa sapere l’azienda aeronautica – conferma per il 2023 una piena saturazione dei due stabilimenti”.

Dalla Leonardo aggiungono che “dopo le difficoltà legate al perdurare degli effetti della crisi pandemica quest’anno le prospettive lasciano il passo ad uno scenario più solido destinato a migliorare nei prossimi anni”. Confermati gli investimenti previsti volti a consolidare il posizionamento della divisione aerostrutture come leader nel settore del trasporto aereo civile, con impianti rinnovati e processi tecnologicamente avanzati. A Pomigliano e a Nola è in fase di attuazione il progetto Nemesi, un investimento consistente per l’ammodernamento strutturale mentre dalla Cina giungono notizie di nuove prospettive di mercato anche per Pomigliano. Secondo la Leonardo questa spinta in avanti è favorita da “accordi come quest’ultimo appena siglato, un’intesa che testimonia l’efficacia del modello di relazioni industriali condiviso con le organizzazioni sindacali”.

“Clima di collaborazione che – sottolinea il gruppo aeronautico – ha garantito l’adozione degli strumenti più idonei a gestire le diverse fasi che la divisione aerostrutture ha affrontato dalla pandemia a oggi”. Ora però la speranza è che tutto questo si traduca in una ripresa a largo raggio, che cioè coinvolga l’intera economia del territorio. Su questo punto i commenti scaturiti dall’analisi della situazione a Pomigliano e dintorni sono in chiaroscuro, anche se l’ottimismo non manca. “Sicuramente ci confortano le notizie rassicuranti che arrivano dalle grandi aziende – spiega il sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro – ma non bisogna dimenticare che le nostre piccole imprese e le attività di prossimità sono state letteralmente martoriate da mesi di rincari e di difficoltà di ogni genere. E’ un periodo durissimo – conclude Del Mastro – e secondo me solo in un orizzonte molto lontano si vedono possibilità di schiarite”. Ripresa industriale e ricadute sull’artigianato e sul commercio, un binomio inscindibile che fa comprendere la reale portata di quello che accade. “Questa ondata di positività dalla nostre fabbriche – spiega Gioacchino Cuorvo, ristoratore storico e di successo a Pomigliano – sta creando un certo ottimismo. A pranzo per esempio sto vedendo più gente. Da noi vengono persone che lavorano nell’indotto dei grandi stabilimenti e nelle altre attività collaterali. E’ da questi settori che il commercio locale trae i benefici principali”.

“Qui è in grande difficoltà proprio l’indotto – racconta a questo proposito Crescenzo Auriemma, segretario generale della Uilm Campania nonché pomiglianese doc – noi comunque stiamo sinceramente sperando che Leonardo e Stellantis, insieme con l’altro grande impianto, l’Avio Aero, diventino i motori della ripresa del territorio. Ma non dimentichiamoci che a qualche chilometro da qui, a Somma Vesuviana, abbiamo la Dema, un indotto di Leonardo che non gode di ottima salute. La stessa Stellantis nei mesi scorsi ha portato nel suo perimetro di Pomigliano la Pcma e tra poco assorbirà anche il sito logistico di Nola per cui speriamo che quest’indotto sia garantito”. E Giuseppe Raso, segretario della Fismic di Napoli, lancia un appello al governo: “Senza Napoli e il Sud non si va da nessuna parte”.