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Venerdì 22 un ministro è stato ospite dell’Ente Parco nella sede di Palazzo Medici, e il sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, non ha nascosto la sua irritazione per non essere stato né invitato a salutare il ministro, né informato della sua presenza. Credo che il sindaco abbia ragione: la presenza di un ministro nel territorio di un Comune è un fatto che va oltre il segno delle relazioni tra gli Enti e impone quella “cortesia” tra le istituzioni di cui parlava un ministro della Prima Repubblica. Si chiedono interventi urgenti per i “sentieri” ottavianesi del Parco.

Nel 2011 ci fu una dura polemica tra l’Amministrazione Comunale di Ottaviano e l’Ente Parco: l’oggetto della contesa era una gara automobilistica che doveva svolgersi lungo le strade del Parco e che venne bloccata poche ore prima della partenza. Il Presidente Leone dichiarò al nostro giornale che nessuno gli aveva parlato di questa corsa, e gli Amministratori cittadini confermarono, invece, di aver percorso correttamente, dalla prima all’ultima stazione, tutto l’iter burocratico. Un tale, che aveva letto il mio articolo su “ilmediano.it”, mi fece notare che non conveniva agli Ottavianesi alzare il tono della polemica, e che ospitare l’Ente Parco era un onore per la città. Poiché sono un ottajanese e un democristiano di sinistra, lessi nelle parole di quel tale un messaggio nascosto: se gli Ottavianesi non si calmano, può anche capitare che l’Ente Parco trasferisca la sua sede in altro Comune. Risposi che anche l’Ente Parco aveva l’onore di essere ospitato in un Palazzo e in una città che hanno svolto, a partire dalla metà del sec.XVI,un ruolo di assoluto rilievo in tutti i capitoli della complessa storia del Somma e del Vesuvio. E aggiunsi, e forse non avrei dovuto, che né movimenti, né politici avrebbero osato trasferire in altro Comune la sede dell’Ente Parco: ne ero fermamente convinto. Anche nel 2019 ci fu tra l’Ente e l’Amministrazione Comunale una rumorosa polemica “automobilistica”: presiedeva l’ Ente il dott. Casillo, e l’avv.Capasso era il sindaco. La sera di venerdì il sindaco avv. Luca Capasso ha comunicato, con un “post” duro e aspro, di non essere stato informato del fatto che nel pomeriggio il Presidente dell’Ente Parco dott. Agostino Casillo aveva incontrato e ospitato nel Palazzo Medici un ministro in carica, scortato come tocca a un ministro, e protetto, credo, anche con la chiusura temporanea di qualche strada. Il “post” del sindaco è stato approvato con grande e manifesta intensità da centinaia di lettori, non solo Ottavianesi. Ho detto e ripeto che il Presidente dott. Casillo avrebbe dovuto comunicare al Sindaco di Ottaviano che si accingeva a incontrare un ministro in carica nel Palazzo Medici, sede ufficiale dell’Ente Parco, e avrebbe dovuto invitarlo a salutare l’autorevole ospite: non faccio l’elenco delle ragioni che imponevano l’obbligo di questa comunicazione: mi limito a ricordare le ragioni di quel “codice” che un ministro della Prima Repubblica chiamava “ la cortesia tra le Istituzioni”, un “codice” vincolante più di una norma scritta, e che non lascia spazio alcuno al valore e al segno dei rapporti personali e al peso delle polemiche. Un ministro in carica che entra nel territorio di un Comune per incontrare il Presidente di un Ente la cui sede è proprietà di quel Comune deve- dovrebbe- salutare la comunità che lo ospita, e dunque incontrare, anche solo per un saluto, il Primo Cittadino, che di quella comunità è il rappresentante ufficiale. Tutto questo venerdì non è accaduto: e vorremmo capire perché. 

Qualche tempo fa, feci notare al dott. Agostino Casillo che i “sentieri” montani di Ottaviano meritavano la stessa attenzione che l’Ente Parco sta dedicando, giustamente, a quelli di Terzigno e di San Giuseppe Ves.no: ed era questo il tema che avrei voluto trattare nell’articolo di oggi e di cui scriverò tra qualche giorno: le condizioni dei sentieri 1 e 2 del Parco, e lo stato dell’antico “cammino” che dal Palazzo Medici porta direttamente al cratere, il “cammino” di cui parlano anche alcuni “viaggiatori” dell’ Ottocento. Non è campanilismo, il mio: ma non mi fa piacere sentire da miei amici che ogni settimana salgono a godere il fascino della Montagna che il sentiero n.1 è abbandonato a sé stesso, e che “luoghi” importanti della Valle dell’Inferno vanno messi in sicurezza. La Montagna e la rete dei sentieri hanno un’importanza strategica non solo per la tutela dell’ambiente e dei valori della storia, ma anche per il sistema economico di Ottaviano, che oggi dalla Montagna deve ricavare, come nel passato, i mezzi per disegnare un nuovo modello di sviluppo. La Natura è Storia.