Somma Vesuviana – Questa mattina i lavoratori della Dema di Somma Vesuviana hanno organizzato una protesta che ha causato significative interruzioni nel traffico locale. Dalle 7:45 alle 8:30, la stazione ferroviaria è stata bloccata, impedendo il regolare flusso dei pendolari. Inoltre, il passaggio a livello di via Marigliano ha subito ritardi, creando disagi per studenti e lavoratori diretti a scuola o al lavoro.
La manifestazione odierna rappresenta l’ultimo episodio di una serie di proteste che i dipendenti della Dema stanno portando avanti da mesi, preoccupati per il loro futuro occupazionale e per la sopravvivenza dell’azienda stessa. La Dema, storica azienda del settore aeronautico con sede a Somma Vesuviana, si trova attualmente in una situazione critica. Recentemente, è stata diffusa la notizia della chiusura della trattativa per la cessione di Dema al gruppo Adler. Il piano industriale proposto prevederebbe la chiusura degli stabilimenti di Somma Vesuviana, di Paolisi (Benevento) e della Dar di Brindisi, con la perdita di almeno 280 posti di lavoro.
Questa prospettiva ha generato forte preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie. Già nelle scorse settimane, i dipendenti della Dema avevano organizzato sit-in e blocchi stradali per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla loro situazione. In particolare, in via San Sossio, avevano bloccato la strada che conduce all’ITIS, protestando per la mancanza di stipendi e l’incertezza sul futuro dell’azienda.
Il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha espresso anche recentemente solidarietà ai lavoratori, sottolineando la necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni per evitare una “desertificazione industriale” del territorio. Ha inoltre evidenziato come tra Somma e Paolisi siano a rischio più di 200 posti di lavoro, con la possibilità che a Somma Vesuviana restino soltanto 20 dipendenti, mentre a Paolisi nessuno.
Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno criticato la gestione della trattativa da parte del fondo Polus, accusato di aver ignorato i passaggi formali e informativi nei confronti dei lavoratori. Inoltre, hanno richiesto l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per sospendere ogni azione da parte del fondo e convocare urgentemente un tavolo di confronto.
La situazione rimane tesa e incerta. I lavoratori della Dema continuano a manifestare per difendere i propri diritti e il futuro dell’azienda, sperando in un intervento risolutivo da parte delle istituzioni nazionali e locali. Nel frattempo, la comunità di Somma Vesuviana e dei comuni limitrofi è chiamata a confrontarsi con le ripercussioni sociali ed economiche derivanti da questa crisi industriale.



