Lauro, la prima edizione della Festa dell’ Artigianato: un modello per il territorio

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L’intensa suggestione, nel salotto di piazza Municipio, delle “cose” e delle forme della tradizione che si rinnovano nel presente.  Il lavoro di squadra dell’ Amministrazione Comunale, delle istituzioni e delle associazioni.

La Festa, che si è svolta tra sabato 20 e domenica 21 giugno, diventa un modello per il territorio in un momento in cui si aprono ampi spazi di sviluppo per l’economia che trasforma in arte il lavoro delle mani, e si richiamano a nuova vita i segreti e le tecniche della tradizione.  A questi valori hanno voluto ispirare il progetto della Festa il sindaco di Lauro, Antonio Bossone, il vicesindaco  Rossano Sergio Boglione e l’assessore alla cultura Florisa Siniscalchi. E così lungo la linea degli stand  si sono dispiegati  i tesori della creatività degli artigiani: i meravigliosi strumenti di alcuni maestri liutai, le creazioni in seta della “Piazza della Seta” di San Leucio, i lavori in cuoio e in pelle di Ciro Mazza e della “ Borsa del pastore”, i profumi di Tiziano Soave, i gioielli in rame di Marianna De Riggi, i ricami di Anna  Dell’ Aquila, le lampade di Daniela Mauro, i “bambù” lavorati da Lucy Bambù e da Silvio Volliero,  i cappelli di Maria Felicia Pecoraro, i cestini di  Romolo Sciacca, la ceramica di  Anna Battello, di Maria Rosaria Sansone e di “Ceramica Antorà”. Non potevano mancare i prodotti dell’artigianato immortale, quello del cibo: c’erano gli struffoli dolci e salati del Comitato Feste,  le pizze fritte dell’ Azienda Agricola Veneraggio, i latticini del Caseificio Aversano,   le ciliegie di Aniello Vitale, il miele di Mario Ambrosino, i biscotti secchi della signora Elvira, i salumi della “ Colombaia”, di Mattia Cafasso e di Emanuele Covino, i vini delle cantine Fontenovella e della Cantina Colle di San Domenico, i vini vesuviani di “ Donna Grazia”, che esponeva anche una raffinata raccolta di oggetti per “apparecchiare” con giocosa eleganza la tavola.

Le associazioni hanno dato un valido contributo alla realizzazione del progetto disegnato dall’ Amministrazione: la “ Pro Lauro” ha organizzato visite guidate al Castello Lancellotti e al Centro Storico, e l’esibizione dei tamburini di “ Castel Lauri”; “ Il Mondo che verrà” ha istituito laboratori artigianali per bambini; “Fonte Nova” ha curato la mostra di un patrimonio d’arte, la collezione comunale dei quadri in stile naif. A questa esposizione, allestita in un modo suggestivo, il nostro giornale dedicherà, tra qualche giorno, un servizio specifico: lo richiedono  l’importanza della collezione e l’impegno che l’ Associazione sta dispiegando, con intelligente intensità, nel recupero, nella tutela e nel “racconto” dei tesori materiali e ideali della cultura del territorio.  Domenica pomeriggio Carmine Cimmino, che è socio straordinario di “Fonte Nova”, ha illustrato al pubblico il valore di quei quadri e ha espresso l’augurio che l’esposizione possa diventare permanente, e ispirare un’attività culturale di vasto respiro. Il vicesindaco R. S. Boglione ha garantito l’impegno dell’ Amministrazione.

Non  solo all’arte ha pensato, “Fonte Nova”, ma anche alla cucina: il protagonista del suo stand gastronomico è stato il più artigianale dei piatti, ‘ o pane ‘mbuso int’ ‘e fasule, mentre i visitatori dello stand  della “Taverna sul Ponte” vi trovavano un risotto con noci e salsiccia e trofie con verdure e con cacio del Vallo. La Festa ha messo in moto e ha convogliato verso un solo obiettivo tutte le energie della comunità di Lauro. L’Istituto Comprensivo “B. Croce” è stato rappresentato, nei due giorni della Festa, dagli allievi del gruppo musicale e da quelli del gruppo folk, che hanno eseguito, i primi, uno splendido repertorio musicale, e, gli altri, il “ laccio d’amore” e la quadriglia, noti balli popolari.

Se dovessi riassumere, in un solo termine e in una sola immagine,  il fascio di impressioni che ho ricevuto dalla festa,  userei la parola “energia”: e non solo perché tutto si svolgeva in un solo “teatro”, anzi, in un solo salotto, la piazza principale di Lauro, la cui architettura già di per sé suggerisce il movimento.  L’immagine dell’ “energia”   veniva dettata soprattutto dal manifesto desiderio dei visitatori – una grande folla –  di comprendere le ragioni del fascino che gli oggetti e le forme della tradizione concretamente emanavano, e dall’incrociarsi continuo – da un angolo all’altro della piazza, dall’ emozione della musica a quella dei colori – del passato e del presente, quasi che il tempo si fosse per miracolo fermato, sotto lo “sguardo” del Palazzo Lancellotti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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